
GIORNATE NAZIONALI DEI CASTELLI 2025
Tornano le Giornate Nazionali dei Castelli:
Tornano le Giornate Nazionali dei Castelli:
la XXVI edizione sabato 10 e domenica 11 maggio 2025 in tutta Italia
Visite guidate, conferenze, trekking culturale e concerti in 38 siti distribuiti in
20 regioni, isole comprese
Weekend da 54 a 800 metri sul livello del mare tra aree marine protette,
riserve e parchi naturali anche di recente istituzione, vallate con fiumi attivi,
panorami mozzafiato da scoprire a piedi, in bici, in moto, in bus, in treno
In Campania il maggio dei castelli con visite guidate e conferenze ogni
weekend in 12 castelli, in otto borghi e piccoli paesi, oltre la città
capoluogo che nel 2025 compie 2500 anni di età
Il grande tesoro nazionale di storia e architettura composto dai castelli, dalle rocche, dalle
torri, fortezze e borghi si svela ad italiani e turisti sabato 10 e domenica 11 maggio 2025
con la XXVI edizione delle Giornate Nazionali dei Castelli.
I volontari della onlus organizzatrice, l’Istituto Italiano Castelli che ha compiuto 60 anni di
attività nel 2024, apriranno le porte di architetture fortificate di proprietà pubblica e privata –
da nord a sud del paese – isole comprese – con visite guidate gratuite, conferenze,
presentazioni di libri e convegni specialistici, trekking culturali alla scoperta, a piedi, di
siti e borghi.
L’evento che ormai ha conquistato appassionati di architettura, restauro, storia e araldica
di tutte le età, è ideato e condotto in collaborazione con associazioni, comuni e altri enti
pubblici al fine di far conoscere e valorizzare questo incredibile patrimonio culturale: l’Italia
vanta, più di altri paesi, un numero consistente di edifici fortificati d’importanza storico-
archeologica. Beni culturali che spesso influenzano positivamente le sorti turistiche del
luogo in cui si trovano da secoli.
‘Sveliamo i 38 siti e gli eventi collaterali che ciascuna sede regionale dell’Istituto Italiano
Castelli ha selezionato dopo attente analisi e dopo la consultazione del nostro archivio
scientifico che racchiude migliaia di architetture fortificate censite e studiate con un
approccio multidisciplinare per il quale siamo noti ai portatori di interesse specifico sia nel
nostro paese che all’estero.’ afferma Michaela Marullo Stagno d’Alcontres, presidente
della onlus italiana ‘Le nostre visite guidate quest’anno racconteranno di comunità di
uomini e interessi, di unicum antro-geografici mondiali dove la presenza dell’uomo si
estende dal Paleolitico (come la valle di Pettorano sul fiume Gizio, alle porte dell’Aquila)
ad oggi.
Narreremo storie di confine con due architetture che si guardano, nell’anno di Capitale
della Cultura Transfrontaliera in Friuli, come il Castello di Gorizia e il castello di
Kromberk mentre in Campania organizziamo il mese dei castelli che consente altri tre
fine settimana con visite ad ulteriori 12 castelli, otto borghi piccoli paesi e alla città
capoluogo che festeggia i 2500 anni di fondazione.’
Le Giornate Nazionali dei Castelli 2025, offrono un intenso approfondimento culturale,
storico e architettonico in un momento di crisi e di sconvolgimenti. Offrono un viaggio di
esplorazione delle tradizioni etnografiche, spesso a piedi, in ciclovia e con altra mobilità
sostenibile.
L’Istituto Italiano Castelli propone ogni anno un diverso viaggio nella memoria e nel futuro,
antico e contemporaneo, raccontando la bellezza come valore condiviso, rigenerante e di
rinascita. Il viaggio racconta anche le generazioni che animano le comunità locali, le
nostre reti di collaborazione ed amicizia che rendono possibili le Giornate.
La visita a fortezze, antiche o moderne, non riecheggia i toni cupi della guerra diventata
attualità quotidiana ma racconta come un elemento territoriale a lungo respingente abbia
trovato una nuova funzione, diventando landmark inclusivo.
I forti oggi sono luoghi aperti e sinonimo di accoglienza e saperi, dove spesso i padroni
di casa sono associazioni ed enti pubblici che li animano tutto l’anno con progetti
educativi e culturali. Queste architetture sono anche sinonimo di eclettismo e
variabilità a seconda delle epoche storiche in cui furono edificate.
In alcuni casi esprimono una cifra turistica considerevole che attrae frequentatori dalle
città vicine, in altri sono al centro di progetti di mobilità sostenibile. Numerose le ciclovie
interessate dai percorsi delle Giornate 2025, come quella del Sole e Del Garda in
Veneto e quella ad anello del Trasimeno in Umbria. Il migliore asset del nostro futuro è
la valorizzazione dei nostro paesaggio’.
Le Giornate Nazionali dei Castelli si affiancano ad altre attività annuali che l’istituto
progetta e finanzia sin dalla sua fondazione come il Premio di Laurea a studenti che si
sono distinti con tesi sulle architetture fortificate in restauro e altre discipline. Agli studenti
delle scuole secondarie sono dedicati incontri di studio e seminari fotografici; agli
appassionati di ricerca scientifica, le collane editoriali ed i numerosi corsi che i volontari
dell’Istituto svolgono nelle 22 sedi situate in 20 regioni italiane.
In Abruzzo, regione ricchissima di torri di avvistamento, l’Istituto Italiano Castelli invita a
riscoprire con una visita guidata sabato 10 maggio 2025 il castello Cantelmo (IX secolo)
restaurato nel 1998 nell’ambito del più vasto programma di restauri ‘Sulmona città d’Arte’
finanziato dalla Legge 64/86. Riedificato dalla Sovrintendenza, domina il colle della
Guardiola all’interno di un borgo fortificato tra i più belli d’Italia, Pettorano sul Gizio. (AQ).
Oggi di proprietà pubblica, è immerso nel circostante parco nazionale.
Il castello di Bernalda (MT), costruito nel IV secolo d.C. domina la valle del Basento in
Basilicata: l'attuale fortificazione risale all'età aragonese e ha inglobato preesistenze
normanne e angioine sorte a loro volta su un sito fortificato già in età tardo antica.
Anche Torre di Mare, una volta nella antica città greca di Metaponto animata da visite
guidate alle due architetture protagoniste sia sabato 10 sia domenica 11 maggio.
Rocca Imperiale è protagonista delle attività previste in Calabria: arroccata su una collina
con le case scenograficamente disposte a cerchi concentrici, è ben conservata ed è
dominata dal suo castello di età federiciana, da poco restaurato.
Sabato 10 maggio visite guidate gratuite senza prenotazione, alle 18 tavola rotonda sul
restauro e valorizzazione dei castelli, in particolare di quello di Rocca Imperiale.
Domenica 11 maggio mattina, riservata solo ai soci dell’Istituto Italiano Castelli onlus, è in
programma un’escursione al Santuario della Madonna delle Armi di Cerchiara di Calabria
mentre il pomeriggio una visita a una masseria fortificata del territorio.
La sezione Calabria dell’Istituto Italiano dei Castelli ha scelto di ritornare a visitare la
fortificazione a distanza di oltre un decennio dalle prime Giornate svoltesi nello stesso
luogo, perché il castello è stato successivamente oggetto di interventi di recupero. Oggi la
visita consente di apprezzare quasi totalmente la volumetria della residenza sei-
settecentesca costruita all’interno delle strutture fortificate, ma soprattutto di
accedere agli ambienti sotterranei, ai vani interni dei torrioni del fronte orientale e al
corridoio che li collega, con la possibilità di visionare il sistema di fuoco incrociato che
poteva essere attuato per la difesa.
L’imponente e complessa fortificazione che si erge al vertice dell’abitato, dominandolo con
la sua mole, è infatti il frutto di molteplici trasformazioni che si sono susseguite nei
secoli.
La Campania partecipa alle Giornate raccontando l’incastellamento irpino con un
itinerario sui castelli della valle del Sabato incentrato sulle architetture fortificate in
provincia di Avellino, in particolare i castelli di San Barbato, Montefusco, Tufo,
Summonte , Mercogliano, Montefredane. Saranno protagonisti con aperture
straordinarie sabato 10 e domenica 11.
Sabato 10 maggio, il castello di Montefredane ospita una tavola rotonda dedicata alla
conoscenza ed alla valorizzazione dei castelli della valle del Sabato con, a seguire, un
concerto per organo nella chiesa madre. Il castello Caracciolo, già nominato nell’anno
Mille, sorge su una rocca che domina la valle: restaurato, possiede una cisterna dell’acqua
e costituisce un punto di vista panoramico straordinario su tutto il territorio circostante.
In questa regione, i volontari dell’Istituto Italiano Castelli Campania, hanno organizzato il
maggio dei castelli con programmi dedicati ogni weekend.
Domenica 4 maggio, un itinerario guidato al bellissimo borgo fortificato di Sant’Agata dei
Goti (BN) che comprenderà anche il castello medievale.
Sabato 17 maggio, visite guidate speciali al castello di origini normanne di Marigliano
(NA) .
Domenica 18 maggio, visite guidate al Castel Sant’Elmo (NA) mentre Agropoli (SA)
ospita una tavola rotonda nell’aula consiliare del Comune a cui segue visita al
suggestivo centro storico fortificato.
Sabato 24 maggio visite guidate al castello ed al borgo di Francolise (CE) e tavola
rotonda.
Sabato 31 maggio visite al grandioso castello di Teggiano (SA), di epoca angioina e
successivamente trasformato dagli Aragonesi. Il borgo era circondato da una cinta
muraria costituita da venti torri cilindriche, di cui alcune oggi sopravvivono inglobate in
moderne costruzioni.
La Rocca di Meldola (FC), è protagonista delle Giornate Nazionali dei Castelli in Emilia
Romagna. Dalla datazione incerta tra il X e il XII secolo, acquistata dal Comune nel
1995, si erige sul borgo di Meldola (a.1000). Le Giornate saranno occasione per
visitare ambienti appena restaurati e non ancora aperti al pubblico stabilmente.
In programma una tavola rotonda sabato 10 maggio, al termine un aperitivo sulla
terrazza della Rocca.
Visite guidate ogni ora domenica 11 maggio dalle 9.30 alle 18.30, le ammissioni sono
in ordine di arrivo.
Molto ricco il territorio forlivese per ulteriori itinerari di visita in autonomia. Meldola
costituisce la porta per l’esplorazione della valle Bidente con borghi come Cusercoli,
Civitella di Romagna, Santa Sofia, Galeata, fra ruderi di castelli, monasteri e splendidi
paesaggi appenninici, fino ad arrivare alla diga e al lago di Ridracoli e al parco delle
Foreste Casentinesi. Raccomandati, in particolare la rocca e borgo fortificato di Teodorano
(a. 1000) sulla valle del Voltre, la torre ed il rudere del castello del Borgo di Castelnuovo,
la Riserva regionale di Bosco di Scardavilla (1991) di circa 30 ettari.
Il Friuli Venezia Giulia celebra l'importante nomina di Gorizia-Nova Gorica quale
Capitale Europea della Cultura transfrontaliera.
L’Istituto Italiano Castelli Friuli Venezia Giulia condurrà gli appassionati e i visitatori alla
scoperta del Castello di Gorizia (XI secolo). Dal colle fortificato la vista spazia da un lato
sulla città di Gorizia e dall'altro, in Slovenia, sul monastero di Castagnevizza (luogo di
sepoltura di sei esponenti della famiglia Borbone di Francia) e Villa Lasciac.
Un’ulteriore tappa di questo percorso "su due confini" è il castello di Kromberk, a pochi
chilometri da Nova Gorica (XIII secolo), oggi sede museale.
Lo splendido castello di Fumone (FR) è aperto alle visite guidate organizzate dall’Istituto
Italiano Castelli Lazio sabato 10 maggio.
Il maniero, ottimamente conservato e di proprietà privata, appartiene ancora alla
famiglia Longhi de Paolis che lo riscattò dalla prima proprietà (pontificia). Situato a 800
metri su un’altura che domina la via Latina, è il castello situato a maggiore altitudine
sul livello del mare aperto alle visite in occasione delle Giornate 2025.
In Liguria, visite guidate a piedi a Finale Alta e Bassa, sabato 10 maggio intera
giornata.
In Lombardia, protagonista il castello di Breno (XI-XVI secolo) e la Valcamonica: oltre a
visite guidate al castello, al rifugio antiaereo e alla sede del Museo Camuno, sono
previsti un convegno sulle fortificazioni della Valcamonica e, a seguire, attività
ludiche con gli arcieri rivolte ai giovani ed ai ragazzi, un concerto di ottoni e un
aperitivo a castello in collaborazione con il Comune proprietario del bene che lo ha reso
visitabile e che ne ha fatto un luogo di grande attrazione per l’intera valle.
Dopo un lungo periodo di utilizzo inappropriato e di disinteresse, il castello è stato oggetto,
a partire dal 1989, di scavi archeologici (dei quali alcuni materiali sono conservati al
Museo Camuno) e, in seguito, di interventi di consolidamento e di restauro murario.
Nelle Marche sabato 10 maggio visita ad alcuni dei sedici forti anconetani – tra cui il
Faro del Campo degli Ebrei, situato nel più grande cimitero ebraico europeo; il forte
Altavilla, il forte Pezzotti, di proprietà privata, e la ‘Cittadella’ o Fortezza di Ancona.
Domenica 11 maggio un convegno di studio sui forti è ospitato nella Mole Vanvitelliana.
In Molise aperto alle visite sabato 10 maggio il castello di San Martino in Pensilis
(CB) , palazzo baronale dalla lunga storia sito in un luogo di forte fascino naturalistico e di
millenarie tradizioni etnografiche come la celebre Corsa dei carri, che saranno anche
discusse in un convegno aperto al pubblico nella stessa data.
In Piemonte le Giornate celebrano Mombasiglio (XII secolo) sabato 10 maggio, piccolo
borgo sito in un luogo di grande pregio paesaggistico che conta poco più di 500 anime in
provincia di Cuneo, le cui fortificazioni facevano parte del marchesato di Ceva: il castello è
attualmente sede del Museo Generale Bonaparte.
Adelfia (in provincia di Bari) è protagonista delle Giornate in Puglia dove si apre
eccezionalmente alle visite guidate il palazzo marchesale dei Bianchi Dottula (XIV
secolo, proprietà privata) con i suoi saloni affrescati: il sito è normalmente chiuso al
pubblico.
Fortezza vecchia (XVI secolo) all’estremo sud della costa di Villasimius (CA) è
protagonista insieme alla Torre di Serpentara sabato 10 maggio con visite guidate
gratuite in Sardegna, in una cornice paesaggistica che non ha eguali dove convivono
spiagge bianche e dorate, forti e torri costiere, il più grande porto turistico della costa sud,
l’area marina protetta di Punta Carbonara.
Fortezza Vecchia, ottimamente conservata, è proprietà del Ministero della Cultura. Ospita
una collezione del Comune di Villasimius: dipinti, mappe e documenti storici, la mostra
permanente Enemigos de la fè, che ripercorre la storia delle incursioni piratesche
sulle coste sarde tra il XVI e il XIX secolo e fornisce un approfondimento sulle fortificazioni
costiere dell’epoca.
L’Isola di Serpentara, un lembo di terra disabitato di 1,34 km² sviluppato nel 2019, si
trova all’interno dell’area marina di Punta Carbonara. La Torre di Serpentata, a 54 metri
sul livello del mare che è il più alto dell’Isola, è una struttura di avvistamento eretta
durante la dominazione spagnola per contrastare le incursioni saracene alta 13 metri,
provvista di cisterna d’acqua piovana.
Il castello Normanno – Svevo di Salemi e il castello medievale Grifeo di Partanna (XIV
secolo) nella valle del Belice sono protagonisti delle Giornate nell’altra isola italiana, la
Sicilia.
Il primo, un castello normanno svevo, nel cuore della Val di Mazara, sabato 10 maggio
sarà oggetto di visite guidate gratuite organizzate dall’ Istituto Italiano Castelli Sicilia e si
erge sulla sommità della collina su cui sorge la città di Salemi, di origine arabo-medievale,
caratterizzata da un particolare impianto urbanistico per strigas (isolati) di età ellenistica,
su assi viari longitudinali.
Dal vastissimo panorama mozzafiato, che si gode dal punto più alto del paese: la terrazza
del castello, lo sguardo spazia dalla valle del Belìce, alla costa occidentale della Sicilia e
fino al mare, in un alternarsi di colori cangianti al cambiare della luce e delle stagioni.
Il secondo, perfettamente restaurato e non danneggiato dal disastroso terremoto del 1968
è oggi sede del Museo Regionale di Preistoria del Belice e sarà oggetto di visite guidate
gratuite domenica 11 maggio.
Il museo è suddiviso in quattro sezioni che raccontano la storia del Belìce dalla preistoria
fino all’età moderna, le vicende del castello tra Otto e Novecento e il rapporto millenario tra
la Sicilia e il vino.
Partanna (XI secolo) conserva il più bel monumento del barocco trapanese, la Chiesa
Madre. Molte le eccellenze del territorio: tradizioni popolari, bellezza dei paesaggi rurali
costellati da oliveti, vigneti, profumati agrumeti, la tipicità e la genuinità della Cipudda
Partannisa, una cipolla rossa molto dolce e delicata che cresce solo nel bacino di
Partanna o come la cultivar di olivo Nocellara del Belìce da cui si produce un olio dal
profumo e dal gusto ineguagliabili, senza dimenticare la Vastedda, un formaggio a forma
di pagnotta, ricavato dal latte della pecora del Belìce.
Visitare questi antichi luoghi significa dare slancio vitale a borghi altrimenti destinati alla
depressione e all’impoverimento.
Per i soli soci dell’Istituto Italiano Castelli, venerdì 9 maggio sera è in programma una
passeggiata al Parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, il più
vasto sito archeologico mediterraneo con i suoi 270 ettari. Da menzionare anche
l’ArcheoBike. Selinunte è il primo parco archeologico siciliano a scommettere sul
cicloturismo, costruendo percorsi specifici adatti agli amanti delle due ruote che potranno
girare in bici tra i templi con mappe in dotazione, audioguide multilingue e noleggio bici.
Sabato 10 maggio un evento collaterale (aperto a tutti) al programma delle Giornate, la
visita guidata gratuita alla città di Gibellina Nuova: Capitale italiana dell’Arte
Contemporanea 2026, è stata costruita ex novo undici chilometri dai ruderi del vecchio
paese distrutto dal terremoto che nel 1968 distrusse anche la maggior parte dei comuni
della Valle del Belìce, in provincia di Trapani. Il Grande Cretto di Alberto Burri (1915 –
1995) con i suoi 86000 km ha presto il posto del vecchio paese ed è l’opera memoriale
di land art più grande d’Europa.
Il restaurato Baglio Di Stefano, esempio delle tipiche masserie che costellano le
campagne trapanesi, ospita sia l’Istituto di Alta Cultura Orestiadi Onlus che organizza il
noto festival da luglio a settembre sia il Museo delle Trame Mediterranee (1996) sulla
storia culturale del Mediterraneo e della Tunisia in particolare. Il Granaio ospita la
collezione d’arte contemporanea degli artisti che hanno contributo al progetto di
ricostruzione della città.
In Toscana protagonista la Firenze medievale sabato 10 maggio con un tour a piedi alle
torri di famiglia e di borgo.
Castel Sajori ad Ala di Trento è protagonista delle Giornate Nazionali dei Castelli in
Trentino Alto Adige e rappresenta un utile esempio di comproprietà tra il locale
comune e soggetti privati.
Sabato 10 maggio mattina è previsto un convegno pubblico sul sistema dei castelli
dei Quattro Vicariati ed il pomeriggio la visita guidata a questi siti con un trekking
culturale di circa due ore per il quale si consiglia abbigliamento da montagna.
In Umbria i volontari dell’Istituto Italiano Castelli invitano alla riscoperta di Castiglione del
Lago (PG) straordinario borgo fortificato che sorge sul promontorio occidentale del
Trasimeno i cui primi insediamenti abitativi furono stabiliti dagli Etruschi.
L’Istituto Italiano Castelli Umbria consiglia di visitare Castiglione ogni stagione in
primavera la Festa del Tulipano, in estate il festival di musica classica a Palazzo della
Corgnia, la rassegna Internazionale del Folklore (e l’8 agosto la processione di San
Domenico di Guzman organizzata dalla Confraternita di San Domenico da Soriano e del
Suffragio e della frusta o di San Michele Arcangelo). A Natale l’Albero di Luci sul lago
Trasimeno, che ancora detiene il primato del più grande albero di Natale d’Europa.
L’Istituto Italiano Castelli Veneto invita, sabato 10 e domenica 11 maggio alla visita di
forti di diverse datazioni, sito principale il forte Rivoli – Wohlgemuth nell’omonima città in
provincia di Verona, costruito a metà Ottocento.
Fino agli anni ‘80, il forte è stato utilizzato dall’esercito italiano come polveriera. Oggi, la
struttura di proprietà del Comune di Rivoli Veronese è gestita da un’associazione di
volontari che ne garantisce la conservazione e la visita.
La presenza “diffusa” nel territorio di fortificazioni, realizzate tra l’800 ed il ‘900, costituisce
uno degli elementi identitari del sistema storico-culturale del territorio, insieme al
patrimonio storico, religioso, architettonico che contraddistingue il paesaggio della Valle
dell’Adige. La valorizzazione di questo territorio è fortemente intrecciata con il suo
sistema produttivo e agricolo e le sue eccellenze eno-gastronomiche che attraggono
turismo sostenibile e lento.
Il sito della onlus Istituto Italiano Castelli ( https://www.istitutoitalianocastelli.it ) contiene
ulteriori sezioni informative oltre che l’agenda degli altri eventi e viaggi organizzati durante
l’anno. E’ anche il portale di accesso ai siti o alle pagine social di tutte le sedi regionali le
quali a loro volta hanno una sezione dedicata agli eventi mensili, alle architetture locali
studiate, con cenni sulla storia e gli stili costruttivi, gli assetti proprietari e lo stato di
fruibilità.
Si accresce giorno dopo giorno l’enciclopedia online open source e georeferenziata, l’
Atlante Castellano: il progetto, promosso e coordinato dal Consiglio Scientifico
dell’Istituto Italiano dei Castelli in linea con uno dei propri scopi statutari, è un work in
progress unico in Italia. E’ il primo censimento il più completo possibile di tutte le
fortificazioni del territorio italiano – conservate, allo stato di rudere o anche solo
documentate – dall’Antichità a metà Novecento.
#giornatenazionalideicastelli
Elenco tutte le visite guidate con indirizzi per la prenotazione
Abruzzo
sabato 10 maggio 2025
Castel Cantelmo – Pettorano Sul Gizio (AQ)
Visite guidate su prenotazione a pagamento
Email: abruzzo@istitutoitalianocastelli.it
Riserva Naturale Regionale Monte Genzana Alto Gizio., tel 0864.487006
info@riservagenzana.it
Società cooperativa Valleluna tel+39 388 099 2468
info@valleluna.it
Maps: https://maps.app.goo.gl/umomJp8FSXwdWyQB7
Basilicata
sabato 10 e domenica 11 maggio 2025
Castello di Bernalda (MT) e Castello di Torre di Mare a Metaponto (MT)
Visite guidate gratuite con prenotazione
Email: basilicata@istitutoitalianocastelli.it
Maps
https://maps.app.goo.gl/dYJrFkTvTiKd4JnR9
https://maps.app.goo.gl/h8KamQUBj2wP3JD89
Scarica il programma completo:
Il castello di Ceppaloni, collocato a pochi chilometri dal capoluogo di provincia Benevento, è protagonista delle Giornate Nazionali dei Castelli in Campania che si svolgeranno nel weekend del 17 e 18 settembre.
Durante entrambe le giornate sarà possibile partecipare a visite guidate che permetteranno di visitare il Castello partendo dal suo suggestivo borgo ed approfondire la storia e l’architettura del monumento con il supporto di studiosi locali. Contestualmente si scopriranno anche le valenze naturalistiche del territorio accompagnati dalle legende che legano Ceppaloni al mito delle “streghe”.
Per l’occasione gli ambienti del Castello ospiteranno mostre d’arte, di fotografia ed esposizione di mobili antichi. Mentre, per gli appassionati del cibo a KM 0, all’interno del Castello saranno predisposti punti gastronomici con piatti a base di tartufo, salumi, olio evo ecc…
Compendio storico: Già durante l’Alto Medioevo, Ceppaloni, con la sua rocca posta alla sommità del borgo a presidio della valle sottostante, faceva parte di un sistema insediativo diffuso che comprendeva vari casali e l’ex feudo di Barba. Di quest’ultimo, antico centro strategico sulla Valle del fiume Sabato, sopravvivono i ruderi di un fortilizio posto a controllo dello stretto attraverso cui passava la via Antiqua Maiore per Avellino e Salerno che univa l’Appia con la via “Capua o Brutium”. Proprio nello stretto di Barba, secondo la tradizione del luogo, avvenivano i Sabba delle janare – le streghe in dialetto locale – le quali, all’ombra dei secolari alberi di noce, usavano svolgere danze sfrenate e riti satanici fino alle luci dell’alba.
Il programma prevede, oltre alle visite guidate, una tavola rotonda alla quale, dopo i saluti delle istituzioni coinvolte, interverranno storici, esperti di marketing territoriale e tecnici. Tutti gli interventi saranno incentrati sulla valorizzazione del castello di Ceppaloni e sull’esigenza di creare una rete dei siti di interesse turistico e culturale del Sannio Beneventano.
Calendario appuntamenti:
- Sabato 17 settembre, ore 10.00 presso la sala Convegni del Castello, Conferenza “Per una rete dei siti di interesse turistico e culturale del Sannio Beneventano”
saluti
- Dott. Ettore Carmelo De Blasio – sindaco di Ceppaloni
- Aech. Fabio Pignatelli della Leonessa – Presidente Nazionale Istituto Italiano dei Castelli
interventi:
- Arch. Luigi Maglio – Vicepresidente Istituto Italiano dei Castelli – sez. Campania
“l’Istituto Italiano dei castelli in Campania: attività in corso e progetti futuri”
- Dott. Elio Mendillo – esperto di politiche e strumenti di sviluppo locale, Amministratore Delegato Gal Titerno e Referente Tecnico area sperimentazione SNAI Tammaro-Titerno
“il Marketing territoriale per la valorizzazione dei beni culturali e naturalistici delle aree interne””
- Arch. Francesco Bove, storico, istituto Italiano dei Castelli
“il castello di Ceppaloni ed i castelli del Sannio Beneventano: un bilancio”
- Arch. Linda Petrella -libero professionista – Restauro dei Monumenti
“Studi e riflessioni per la valorizzazione del castello, del borgo e del paesaggio, tra conservazione ed accessibilità”
Modera:
- Dott. Rino Genovese – giornalista RAI
- Visite guidate gratuite che si terranno nel pomeriggio di sabato 17 e nell’intera giornata di domenica 18 settembre – orari 10-13 e 16-18
Info e prenotazioni: 3792039421
E-mail per informazioni:
castellicampaniamail.com – castellicampaniairgilio.it
Sito web: www.castcampania.it
Pagina social: www.facebook.com/groups/www.castcampania.it
Numero telefonico dei responsabili delle Giornate Nazionali dei Castelli della Sezione (pubblico e stampa): 333.6853918
Programma riservato ai soci dell’Istituto ed ai loro ospiti.
Venerdì 23 Settembre
h. 15,00 – Ritrovo dei partecipanti a San Giovanni in Fiore (CS), comune posto sull’Altopiano della Sila a 1.049 metri
s.l.m. sorto nell’XII secolo lungo la direttrice (SS 107) Cosenza – Crotone, deve il suo nome all’Abate Gioacchino da Fiore che vi fondò l’Abbazia Florenze. Ci troveremo presso l’Hotel Duchessa della Sila che fungerà da base operativa per tutto il week-end.
h. 15,10 – Trasferimento in auto al Protocenobio di Jure Vetere a circa 8 km. (13 min.) dall’Hotel, inizio della visita guidata dall’Arch. Pasquale Lopetrone, scopritore del sito, funzionario della Soprintendenza ed esperto di storia locale e del Beato Gioacchino, Consigliere scientifico della Sezione.
h.16,00. Trasferimentoall’AbbaziaFlorenzediSanGiovanniinFioreacirca12Km.(23min.)eritrovodeipartecipanti al suo ingresso – inizio della visita dall’Arch. Lopetrone. La visita proseguirà nel suggestivo centro storico alla scoperta delle numerose Chiese e de palazzi nobiliari che lo rendono unico nel territorio.
h. 19,00 – Rientro in Hotel, cena e pernottamento.
Sabato 24 Settembre
h. 9,30 – partenza per Caccuri (Kr) che dista circa 16 Km (22 minuti), parcheggio presso il castello ed inizio della visita
guidata dalla Dr.ssa Marilisa Morrone, Archeologo, Consigliere scientifico della Sezione; terminata la visita si
proseguirà a piedi per le strade del borgo.
h. 13,00 – partenza per il ristorante La Roccia in contrada Cocinella 1 a due chilometri dal centro di Caccuri
https://ristorante-la-roccia.business.site dove consumeremo una colazione leggera e potremo riposare in
giardino.
h. 17,30 – ritrovo al Castello per partecipare sul terrazzo del rivellino al programma pomeridiano organizzato con
l’apporto dell’Accademia dei Caccuriani che prevede, dopo i saluti di rito, la conferenza dello storico dell’arte medievale e moderna Prof. Gian Francesco Solferino dal titolo Tesori nascosti nel castello dei Cavalcanti, seguirà l’intrattenimento in Musica Mediterranea del Dr. Cataldo Perri. Rientro in albergo.
h. 20,30 – Cena al ristorante dell’Agriturismo Torre Garga sulla SS 107 Silana-Crotonese Km 83,400 che dista circa 8 Km dall’Hotel.
Rientro e pernottamento
Domenica 25 Settembre
h. 9,30 – partenza per Cerenzia vecchia (KR) che dista 14 Km (20 minuti), visita del Parco archeologico Akerentia, già
centro bizantino e sede vescovile con sette chiese distrutta dal sisma del 1783 che lo ridusse a borgo fantasma. Con la guida della Prof. Marilisa Morrone visiteremo i resti della Cattedrale, del Palazzo del Principe (Giannuzzi Savelli) e della Chiesa di San Teodoro.
h. 11,30 – partenza per la Grancia del Vurdoj che dista 8 Km (19 minuti) da Cerenzia, https://granciadelvurdoj.it visita al sito che fungeva da Grangia dell’Abbazia Florense guidati dall’Arch. Pasquale Lopetrone, colazione leggera presso l’agriturismo e poi … tutti a casa in tempo per votare.
La partecipazione alla visita di studio è riservata ai soci dell’Istituto Italiano dei Castelli ed ai loro ospiti ed avverrà esclusivamente con mezzi propri. Si potrà partecipare a tutto il programma o alla giornata principale prenotandosi secondo le seguenti modalità.
L’Hotel Duchessa della Sila si trova a San Giovanni in Fiore (CS) in Viale della Repubblica 451, tel. 0984.975522 http://www.duchessadellasila.it Il costo convenuto a persona in camera doppia è di Euro 50,00 al giorno, la mezza pensione costa Euro 60,00, in camera uso singola sovraprezzo di Euro 15,00, prenotazione disponibile fino al 17 c.m.. La prenotazione dell’albergo – ed il successivo regolamento del conto va fatto direttamente dal socio che dovrà prenotare la visita di studio rispondendo a calabria@castelli-bkp.antonioungolo.it.
Il costo della partecipazione a persona per l’intero programma è comprensivo dei pasti al ristorante – escluso il costo dell’albergo e della mezza pensione che verrà regolato direttamente – Euro 115,00, mentre per la sola giornata di sabato (cena esclusa) è di Euro 30,00, somma da consegnarsi per contanti al Tesoriere o a chi ne farà le veci.
Vi saremo grati se ci farete conoscere al più presto la vostra intenzione a partecipare mentre – per l’iscrizione da formalizzarsi via mail indicando nome e cognome dei partecipanti con eventuali intolleranze alimentari – il termine ultimo di prenotazione è fissato entro il 18 settembre 2022.
Ci riserviamo di apportare eventuali modifiche al programma che verranno comunicate ai partecipanti. Si raccomanda la puntualità, chi arriverà in ritardo dovrà congiungersi al gruppo all’appuntamento successivo.
BREVISSIME NOTE SULL’ABATE GIOACCHINO e SAN GIOVANNI IN FIORE
“ …e lucemi dallato,
il calavrese abate Gioacchino
di spirito profetico dotato”
Dante Alighieri, Paradiso, Canto XII, vv.139-141
Gioacchino – nato da famiglia agiata a Celico (CS) nel 1130 e morto a Pietrafitta nel 1202 nel Ducato normanno di Puglia e Calabria – dopo studi di diritto e teologia, incarichi civili prima a Cosenza e Palermo ed ecclesiastici poi a Corazzo e Sambucina , viaggi in Italia e Terrasanta, nel 1188m individuò nella Sila il territorio da lui chiamato Jure Vetere dove decise fermarsi a pregare e trasferire i suoi discepoli, dove Enrico VI gli concesse territori e privilegi nel 1194 e dove fondò la Congregazione Florense nel 1196 con l’approvazione di papa Celestino III. La prima fondazione dell’Ordine Florense fu quindi l’Abbazia di Jure Vetere nel 1189. Il nome Jure dato dall’Abbate significava fiore, in ricordo di Nazarteth, il Fiore della Galilea. Il “protocenobio” andò distrutto da un incendio nel 1214 e Matteo, successore di Gioacchino, dovette abbandonare il luogo per questioni climatiche e la costruzione della nuova Abbazia (archicenobio), che durò in questa fase fino al 1230, avvenne su un costone roccioso nella valle del fiume Neto nella località che fu chiamata Fiore Nuovo.
Il Monastero venne intitolato a San Giovanni in Fiore e così venne chiamato anche l’insediamento civile con l’autorizzazione di Carlo V. Il feudo ecclesiastico durò fino al 1783, quando fu soppresso da Ferdinando IV di Borbone che lo trasformò in feudo regio assegnandolo in capo al primo Commendatario laico Luigi de’ Medici di Ottajano che lo tenne fino alla morte, Quindi intervenne l’eversione della feudalità. L’Abbazia venne completata entro gli inizi del 1500 ma subì notevoli interventi successivi ed invasivi, l’ultimo dei quali fu il restauro avvenuto nel 1989 che servì a ripulire tutte le superfetazioni per mostrarla nel suo aspetto originale. Interessantissime le teorie religiose dell’Abate Gioacchino “di spirito profetico dotato”, le teorie furono applicate nel governo delle anime, del monastero e dei suoi territori, alcune immagini del suo “Liber figurarum” vengono ancora utilizzate per realizzare gioielli da famosi artigiani del posto di lunga tradizione orafa come http://www.spadaforagioielli.it/it/ di cui vi suggeriamo di visitare il negozio.
Volume concerne apologia e vaticini del teologo Abate Gioacchino,
del suo agiografo padre Gregorio De Laude, pubblicato a Napoli nel 1660 (Raccolta Calabra Zerbi).
NOTE SUL CASTELLO DI CACCURI
L’antico Castrum bizantino di Caccuri del Medioevo divenne un importante centro feudale con Cerenzia e Cariati già dal XIII sec. sotto la Signoria dei de Riso. Tra i passaggi più significativi: dal 1400 il castello fu tenuto dai Ruffo fino a metà dello stesso secolo. I Cavalcanti detennero il feudo dal 1651 con il titolo di Duca di Caccuri, a loro si ascrive la seicentesca cappella palatina con dipinti di scuola napoletana ed una prima trasformazione del maniero in palazzo ducale nel ‘700. Dopo l’eversione della feudalità, il castello fu acquistato nel 1830 dai baroni Barracco che compirono una seconda trasformazione nel 1885 con l’Architetto Adolfo Mastrilli che vi aggiunse un rivellino e la torre cilindrica che ebbe funzione di serbatoio per l’acqua pubblica. Nel 1947 la proprietà del castello passò alle famiglie Lopez e Fauci ed i restauri hanno riportato alla luce affreschi su legno, capitelli e portali. La sola parte visitabile del castello è oggi proprietà del Comune.
Nome sito: Castello di Rovato: mura venete.
Epoca di costruzione: XIII- XV secolo
Proprietà: comunale
Giornodi apertura:24 settembre 2022 (Incontro e visite guidate)
Orari: Per l’incontro su Territorio e fortificazioni fra Brescia e Bergamo: il caso di Rovato 9.30- 11.15 presso la Sala Civica del Foro Boario, Piazza Garibaldi, Rovato; per le visite guidate: 11.30-13.00
Visite guidate: sì
Prenotazione: no
Pagamento: no
Descrizione storico-architettonica:
La cerchia murariache attualmente circonda il centro storico del paese costituisce un interessante esempio di fortificazione del periodo di transizione. Gli studi storico archivistici e gli scavi archeologici, partiti con saggi limitati nel 1987 e proseguiti in modo sistematico dal 1996, hanno consentito di elaborare una sequenza delle trasformazioni del fortilizio. In una prima fase fu realizzato il Castrum vetus documentato nel 1370 ed esistente nel 1326 quando il centro abitato fu devastato da Azzone Visconti. Il fortilizio occupava la zona settentrionale dell’attuale borgo con una forma molto allungata di 260x 60 metri circa e con il limite meridionale in corrispondenza dell’attuale via Palazzo. Durante la dominazione milanese sotto Bernabò Visconti (1354-1385) fu realizzato un nuovo fortilizio che inglobò il precedente comprendendo anche la rocca a sud-est e ampliandosi verso sud fino alla linea delle attuali mura.Una terza fase costruttiva si ebbe dopo la stabilizzazione del dominio della Serenissima con la pace di Lodi. A partire dal 1471fu iniziata un’importante opera di aggiornamento delle strutture difensiveche proseguì fino al 1485 e che portò all’ammodernamento delle strutture difensive con la scarpatura delle mura, la costruzione di cinque torrioni e la realizzazione di due per allora innovativi rivellini pentagonali a difesa delle due porte del borgo.Nel 1838 la porta e il rivellino meridionali furono distrutti per la costruzione dell’elegante piazza semiellittica progettata dal Vantini.
La posizione di Rovato lungo l’antichissimo asse viario est-ovest ai piedi di Monte Orfano e la vocazione del luogoall’allevamento e al commercio del bestiamelegata al passaggio di un percorso di transumanza sono stati indubbiamente determinanti per le scelte insediative e difensive in questo territorio. Anche se non suffragato da fonti certe si suppone che sul Monte Orfano, in corrispondenza della chiesa di S. Michele, si trovasse un fortilizio longobardo e che antiche fortificazioni fossero presenti anche nella zona del convento dell’Annunciata.
Eventuali altri Enti con cui siano realizzate Giornate a livello LOCALE:
Comune di Rovato, Università di Brescia, Gruppo IseoGuide
Numero telefonico per eventuali informazioni: 3209667337 (segreteria Sezione Lombardia Istituto Italiano dei Castelli)
E-mail per eventuali comunicazioni ed e-mail del responsabile locale della stampa: castellilombardia.segreteria@gmail.com
Sito internet: http://www.istitutocastelli-lombardia.org/
Eventuale pagina social: https://www.facebook.com/istitutocastelli.lombardia; https://www.facebook.com/delegazionebsIIC
INCONTRO
TERRITORIO E FORTIFICAZIONI FRA BRESCIA E BERGAMO. IL CASO DI ROVATO
Rovato, 24 settembre 2022
Sala Civica del Foro Boario, Piazza Garibaldi, Rovato
9.30 Saluti delle autorità
Parte prima: incontro
9.40 Giusi Villari, Presidente della Sezione Lombardia dell’Istituto Italiano dei Castelli,
Fortificazioni fra Brescia e Bergamo: dai primi censimenti all’Atlante Castellano.
10.00 Simone Sestito, Funzionario MiC – Archeologo medievista.
Rovato nel quadro delle fortificazioni franciacortine: storia e archeologia.
10.20 Carlotta Coccoli (Professore Associato di Restauro) e Giovanni Metelli (Professore Associato
di Tecnica delle costruzioni), Università degli Studi di Brescia.
Il contributo dell’Università degli Studi di Brescia per la conservazione delle mura venete di Rovato.
10.40 Stefano Barbò, architetto incaricato del progetto di restauro.
Il ruolo del progetto per la conservazione e valorizzazione delle mura venete di Rovato.
Parte seconda: visita guidata
11.30 Ritrovo e visita
13.30 Chiusura dell’evento e light lunch
Nel corso dell’incontro verrà presentata l’attività di censimento dell’Istituto Italiano dei Castelli iniziata negli anni ’70 e portata avanti fino al progetto in corso dell’Atlante Castellano che sarà la base del contributo della Sezione Lombardia a Bergamo Brescia Capitale della cultura 2023. Il sistema difensivo di Rovato verrà analizzato dal punto di vista storico e archeologico nel quadro delle fortificazioni della Franciacorta. Sarà inoltre presentato il progetto di ricerca “Le mura venete di Rovato: il piano della conoscenza per la conservazione programmata” sottoscritto dal DICATAM dell’Università degli Studi di Brescia e dal Comune di Rovato che ha l’obiettivo di individuare e analizzare le problematiche conservative per stabilire linee di indirizzo e priorità di intervento nell’ottica della conservazione programmata. Il progetto di restauro delle mura infine sarà esposto nelle sue diverse fasi a partire dal rilievo delle strutture
Nome sito: Il borgo fortificato di Martinengo
Epoca di costruzione: X- XV secolo
Proprietà: pubblica e privata
Giornodi apertura:25 settembre(visite guidate e incontro)
Orari: 14.30-15.30: visita guidata delle fortificazioni di Martinengo, 16.00-17.00 visita guidata del Concento dell’Incoronata dove si svolgerà il successivo incontro; ore 17.00- 18.00 incontro sul tema“Territorio e Fortificazioni: la pianura fra Bergamo e Brescia” presso il Convento dell’Incoronata, via dell’Incoronata 1, Martinengo;
Visite guidate: sì
Prenotazione: no
Pagamento: no
Descrizione storico-architettonica:
Il centro abitato nacque probabilmente in epoca longobarda. Già naturalmente protetto da fontanili fu ulteriormente fortificato con fossati e terrapieni. Nel X secolo i conti Ghisalbertini di Bergamo vi eressero un castellodal tracciato ancora ben identificabile. L’ ingresso principale si trovava sul lato meridionale ed era costituito da una torre passante con ponte levatoio oggi trasformata nella Torre dell’Orologio. Nel Castello si trovava anche una grande torre che col tempocadde in rovina e nelle vicinanze della quale fu costruita una casa-torre poi fatta sopralzare dal Colleoni. Nel XII secolo cominciarono ad affermarsi le prime forme di autonomia comunale e nel 1248 Martinengo ottenne lo status di borgo cittadino e attraversò un periodo di grande sviluppo demografico ed economico. Nei primi anni del XIII secolo fu completato il fossato intorno al borgo e fu realizzato un imponente terrapieno cui si accedeva dalla Porta del Tombino (oggi porta Garibaldi) e dalla Porta del Bornovo (oggi porta Giovanni XXIII). Il vecchio castello perse la funzione difensiva e sul fossato colmato furono costruite abitazioni. Nel XIV secolo sotto il dominio visconteo furono costruite le mura con un circuito di 1800 metri lungo il quale si trovavano sette torresinie due porte. Vicino alla porta meridionale si trovava la Rocca che diventò nel 1467 la residenza di Bartolomeo Colleoni, la cosiddetta Casa del Capitano che, pur molto trasformata, conserva ancora significative tracce delle strutture originarie. Dal 1450 al 1475 Martinengo fu centro del feudo di Bartolomeo Colleoni, comandante generale delle truppe veneziane di Terraferma. Al Colleoni si devono l’ammodernamento della cerchia muraria, la costruzione dei portici della via principale, la ricostruzione della parrocchiale e la fondazione del monastero di Santa Chiara e del Convento della B.V. Incoronata (che sarà oggetto di visita guidata). Intervenne anche sulle fortificazioni del borgo, restaurando le mura e l’ampio fossato. Alla fine del XVIII secolo il sistema fortificato di Martinengo era in pessime condizioni e, dopo il passaggio sotto il dominio austriaco, gran parte delle mura furono abbattute. La struttura urbanistica del centro cittadino conserva ancora chiare tracce delle antiche opere difensive.
Eventuali altri Enti con cui siano realizzate Giornate a livello LOCALE: Comune e Pro Loco di Martinengo.
Numero telefonico per eventuali informazioni: 3209667337(segreteria Sezione Lombardia Istituto Italiano dei Castelli)
E-mail per eventuali comunicazioni ed e-mail del responsabile locale della stampa: castellilombardia.segreteria@gmail.com
Sito internet: http://www.istitutocastelli-lombardia.org/
Eventuale pagina social: https://www.facebook.com/istitutocastelli.lombardia; https://www.facebook.com/delegazionebsIIC
PROGRAMMA INCONTRO:
Territorio e fortificazioni: la pianura fra Bergamo e Brescia
Presentazione di Giulio Mirabella Roberti, coordinatore della Delegazione di Bergamo dell’Istituto Italiano dei Castelli
Interverranno:
Riccardo Caproni, socio dell’Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo
Martinengo nel sistema difensivo veneziano della pianura bergamasca
Giusi Villari, presidente della Sezione Lombardia dell’Istituto Italiano dei Castelli
La condizione dei fortilizi di area bresciana e bergamasca nel XVIII secolo.
L’incontro tratterà il tema del rapporto fra le fortificazioni e il territorio nella pianura fra Bergamo e Brescia. Sarà analizzato il sistema difensivo dell’area nel periodo di dominazione veneziana in relazione alle caratteristiche geo-topografiche della zona, alle linee di confine, ai fiumi e alla rete di collegamenti viari di antichissima formazione. Verrà inoltre illustrata, con riferimento alla cartografia storica, la condizione dei fortilizi di area bergamasca e bresciana nel XVIII secolo periodo nel quale gran parte delle cerchie murarie dei borghi è in disuso con conseguente distruzione o trasformazione funzionale. Si tratterà di alcune attività dell’Università degli Studi Bergamo volte alla promozione della conoscenza delle fortificazioni. Si farà riferimento al dossier Bergamo Brescia Capitale della cultura 2023 e al progetto dell’Atlante Castellano dell’Istituto Italiano dei Castelli che produrrà una mappatura delle fortificazioni dell’area.
Il Forte San Felice costituisce un patrimonio storico-ambientale di incommensurabile valore. Situato in una posizione unica tra mare, laguna e città di Chioggia, racchiude in sé una storia di 650 anni. Vanta il primato di essere il forte più antico della laguna di Venezia, con la costruzione del Castello della Luppa, nel 1385, come protezione della città e delle sue preziose saline dopo gli esiti infelici della Guerra di Chioggia tra Venezia e Genova. Precedentemente vi era una fortezza lignea, data alle fiamme proprio nella guerra del 1379. Sulle sue ceneri, sorse isolato
nella barena il Castello (mastio e torre), costruito in mattoni e pietra, con muri spessi oltre i 2 metri. Nel ‘500 si decise di costruire una cinta muraria attorno al Castello; sono i bastioni a forma di stella, con addossati terrapieni, che con la loro geometria, respingono i colpi d’artiglieria e proteggono allo stesso tempo il Castello dalle pesanti mareggiate stagionali. Nel corso dei secoli il Forte si riempie di edifici: uno su tutti, il maestoso Portale sulla laguna in fronte alla città, in bianca pietra d’Istria, opera nel 1704 dell’architetto Tiràli, simbolo del Forte e suo unico accesso fino a dopo la 2^ guerra mondiale. Le dominazioni che susseguono la caduta della Repubblica di Venezia, si approprieranno del Forte, costruendo edifici sempre diversi, che lo rendono un vero e proprio catalogo delle costruzioni militari: castello medievale, polveriere veneziane, blockhaus austriaci, casermette francesi, bunker italiani e tedeschi, percorsi e gallerie, porte d’acqua. Caratteristica è la presenza da secoli della pianta di liquirizia, che con le sue imponenti radici serve a compattare il terrapieno dei bastioni. Il Forte oggi è ancora proprietà della Marina Militare Italiana, usato come sede della Reggenza Fari del compartimento marittimo di Chioggia, nonostante che il contingente militare abbia lasciato il Forte nel 1979 e che io storico faro funzionante dalla fine del 1800 sulla torretta del Castello sia stato spostato presso la diga in spiaggia nel 1993.
Il Forte è sempre stato militare e perciò inaccessibile al pubblico. Dal momento in cui l’ultimo contingente della Marina militare ha lasciato il Forte nel 1979, rimanendovi soltanto la presenza dell’addetto alla Reggenza Fari, cominciò il suo degrado progressivo: gli edifici storici abbandonati cedono gradualmente all’assalto delle intemperie e si sviluppa la vegetazione infestante. Con l’obiettivo del suo recupero, nel 1999 si formò il Comitato per il Forte San Felice, aprendo il forte per la prima volta a visite pubbliche in accordo con la Marina. Subito dopo però le visite non furono più autorizzate per i problemi di sicurezza dovuti alla precarietà degli immobili. Il Comitato ha continuato ad impegnarsi per valorizzare la fortezza, ma anche il patrimonio storico e ambientale limitrofo, come i murazzi e il territorio urbano del centro storico. La finalità ultima del Comitato è la salvaguardia del Forte e dell’ambiente circostante, lottando per un suo restauro e riutilizzo per finalità culturali. Il Comitato si è fatto promotore di campagne per la sua salvaguardia, raccogliendo per i censimenti dei Luoghi del Cuore del
FAI 18.000 firme/voti nel 2014 (15° posto nazionale) e ben 25.122 nel 2016 (9° posto nazionale). Su questa spinta si sono riattivate le visite (all’esterno degli edifici) ed infine è stato sottoscritto nel gennaio 2018 un protocollo d’intesa tra Ministero Difesa, Ministero Infrastrutture e Trasporti, Agenzia del Demanio, Soprintendenza e Comune di Chioggia, che prevede la smilitarizzazione del Forte e l’inizio del suo recupero per uso pubblico utilizzando I fondi delle misure compensative del MOSE. Un Tavolo tecnico tra gli Enti presiede alla realizzazione di quanto previsto dal protocollo. Sono già in corso i lavori per realizzare il progetto per un primo stralcio (restauro del portale monumentale e realizzazione percorsi di visita sui terrapieni dei
bastioni); i progetti per il restauro del blockhaus e della polveriera veneziana sono stati approvati a fine luglio e si è in attesa del progetto per il Castello. Il Comitato
per il Forte San Felice continua ad impegnarsi organizzando col Comune di Chioggia visite guidate , convinto che solo con la conoscenza diretta e con la partecipazione dei cittadini si possa giungere al recupero e alla piena valorizzazione del Forte.
Il sistema difensivo della Laguna di Venezia, delineatosi dalla fine del XIV secolo alla Grande Guerra, per vastità geografica e assortimento tipologico rappresenta un unicum a livello europeo. Tuttavia, fra le decine di forti, polveriere, trinceramenti, batterie, isole fortificate e altre opere di difesa costruite nel corso dei secoli, svettano per importanza strategica, arditezza ingegneristica e valenza paesaggistica le architetture militari volute dalla Repubblica di San Marco alle bocche di porto. Ma proprio alle bocche di porto da oltre quindici anni sono in corso i lavori per la realizzazione di un’opera altrettanto ardita: le dighe mobili sottomarine aventi lo scopo di regolare i flussi di marea in laguna e difendere Venezia dall’acqua alta (comunemente definite come “sistema MOSE”). L’impatto di tali opere sugli habitat circostanti e sul paesaggio è talmente significativo che ha indotto la Commissione Europea a obbligare il governo italiano ad adottare tutta una serie di misure di compensazione, conservazione e riqualificazione ambientale riunite in un “Piano Europa” approvato nel 2007 e poi rivisto nel 2011
(totale 266MLN di euro). L’Istituto Italiano dei Castelli si è fatto promotore in tutte le sedi competenti e nei tavoli tecnici che sono stati istituiti affinché una parte di queste misure fosse impiegata per la conservazione e il recupero delle architetture militari. Un primo risultato è stato ottenuto con la sottoscrizione del Protocollo d’intesa interministeriale del 18
gennaio 2018 per la valorizzazione di Forte San Felice e delle fortificazioni della Laguna Sud. Il Protocollo prevede il restauro degli edifici storici (compreso il Castello di Chioggia del XIV secolo) e dei bastioni rinascimentali, la bonifica ambientale, la riqualificazione dell’area verde esterna e l’apertura al pubblico dell’87% del complesso monumentale. Una parte (minimale) del forte verrà adibita anche a strutture ricettive e per la ristorazione, con la possibilità di creare nuovi posti di lavoro.
Evento realizzato con:
Comune di Chioggia, Comitato Forte San Felice
Forte San Felice
Epoca di costruzione
Nucleo iniziale (Castello della Luppa) 1385, trasformazione in fortezza bastionata
nel corso del 1500, con ulteriori interventi nei secoli successivi.
Proprietà
Ministero della Difesa, Marina Militare; in corso il passaggio al Ministero
Infrastrutture, Provveditorato interregionale opere pubbliche (ex-Magistrato alle
Acque)
Giorni di apertura durante le Giornate
Sabato 25 settembre pomeriggio/domenica 26 settembre mattina
Orari Sabato quattro turni con inizio 14.30/15.30/16.30/17.30
Domenica due turni con inizio 10.00/ 11.00
Visite guidate esterne di gruppi max. 20 persone, con adozione prescritte misure e
norme anti-Covid.
Prenotazione on line (dal 1 settembre): veneto@istitutoitalianocastelli.it
CASTELLO DI THIENE
Epoca di costruzione
Metà XV secolo
Proprietà
Famiglia dei Conti di Thiene
Giorni di apertura durante le Giornate: Venerdì 17 settembre (10,00; 11,00; 12,00)
Visite guidate fino ad esaurimento posti, necessario esibire il green pass e
documento d’identità
Prenotazione on line (dall’1 settembre): www.castellodithiene.com
info@castellodithiene.com
Contributo libero di euro 3
Il castello di Thiene (VI) è un complesso monumentale nel cuore della città di Thiene in Veneto di grande interesse per la qualità e quantità di elementi storici, architettonici artistici e paesaggistici che vi è conservata. Ognuno di questi merita, di per sé, grande attenzione, ma è il loro insieme a fare di questo complesso un esempio straordinario e forse unico. E’ il più cospicuo edificio gotico del XV sec. sorto nel vicentino ad uso di dimora civile. Straordinario esempio di villa pre-palladiana, caposaldo nell’evoluzione delle ville venete, associa le caratteristiche del castello a quelle del palazzo veneziano e in particolare della “casa-fondaco”: abitazione e magazzino/luogo di commercio. La pianta del castello al centro dei tre piani si configura a forma di T. Il corpo principale presenta una loggia profonda, aperta sul fronte con cinque ampie arcate; al primo piano corrisponde una pentafora gotica, unico esempio al di fuori di Venezia. L’edificio è forse da attribuire al grande architetto Domenico da Venezia, “ingegnere” della città di Vicenza. Di fronte al torrione d’ingresso del Castello sorge la quattrocentesca chiesa dedicata alla Natività di Maria Vergine con oratorio, sagrestia e casa del cappellano. Peculiarità del castello è il fatto che le sale siano ancora perfettamente arredate e
presentino un’estesa collezione di ritratti di varie epoche; di grande importanza è il ciclo di affreschi realizzato da G. Battista Zelotti e G. Antonio Fasolo, i due più importanti allievi di Paolo Veronese, con scene di storia romana narrate da Tito Livio. Nelle stanze “private” abiti, accessori e oggetti d’uso quotidiano. Insolita la collezione di ritratti equestri del XVII secolo e splendide le scuderie eseguite all’inizio del ‘700 su disegno dell’arch. Francesco Muttoni. A completamento i 12.000mq di verde: sul fronte la grande corte nobile con barchesse e magnolie secolari; sul retro l’ampio parco con cedraia, ghiacciaia, roggia e grotta rinascimentale. Il complesso è tutt’ora un edificio privato custodito con passione dagli attuali proprietari, che si impegnano nella valorizzazione di questo vasto complesso monumentale per renderlo sempre più fruibile allo studioso, al visitatore, o al semplice curioso. La proprietà è consapevole della sua importanza storico-artistica e quindi il suo essere a tutti gli effetti un bene di interesse pubblico: ne ha così aperto le porte ai visitatori, a partire dagli anni Sessanta per visite guidate e successivamente conferenze, concerti, eventi privati, mostre.
CASTELLO DI RONCADE
Epoca di costruzione : 1508
Proprietà: Barone Ciani Bassetti Vincenzo
Giorni di apertura durante le Giornate:
Sabato 25 settembre pomeriggio/domenica 26 settembre mattina
Orari Sabato 25/9 pomeriggio ore 16:00 per visita guidata e bicchierata finale- Durata: 1 ora e mezza Domenica 26/9 mattina ore 10:30 per visita guidata e bicchierata finale- Durata: 1 ora e mezza
Visite guidate di gruppi max. 20 persone, con adozione prescritte misure e norme
anti-Covid. Prenotazione on line (dall’ 1 settembre) su sito https://www.eventbrite.it
Contributo libero di euro 5
Il Castello di Roncade, costruito nel 1508, è una delle rare ville pre-palladiane cinte da mura medievali. Sorge al centro della città di Roncade, nella campagna veneta tra Treviso e Venezia. Un maestoso complesso rinascimentale abitato per quattro secoli dalla famiglia Giustinian, i cui membri illustri l’hanno legata a doppio filo con la storia della Serenissima Repubblica di Venezia. La famiglia Ciani Bassetti, di antiche tradizioni agricole, ne ha rilevato la proprietà all’inizio del Novecento, con la ristrutturazione del Castello e il reimpianto dei vigneti. Questo luogo, tra i cru più interessanti di Treviso, negli anni ha alimentato la passione vinicola della famiglia e la continua ambizione di elevare la qualità dei vini prodotti. Negli ultimi anni la produzione è in continua crescita, la proprietà conta 110 ettari vitati, una moderna cantina per la vinificazione situata in Mogliano Veneto e l’originale bottaia per l’invecchiamento dei vini più pregiati. Oggi il Castello di Roncade offre ai propri ospiti la possibilità di pernottare nelle lussuose suite della villa e negli appartamenti situati nelle torri. Un’ospitalità di alto livello a pochi chilometri dai più interessanti centri turistici del Veneto e dagli aeroporti di Treviso e Venezia. Vengono organizzate visite guidate e degustazioni di vino per offrire ai visitatori la possibilità di assaggiare i vini del Castello e conoscere la storia che da anni lega questa villa al territorio.
Numero telefonico per eventuali informazioni:
Tel. : 0422 708736
E-mail : info@castellodironcade.com
Sito internet: www.castellodironcade.com Facebook: CASTELLO DI RONCADE Instagram: castello_di_roncade
ll castello di Montecolognola, pittoresco e delizioso borgo medioevale che si affaccia in posizione strategica sul lago Trasimeno, conserva quasi intatto il suo primitivo aspetto, mura e porte d’ingresso risalgono ai primi del Trecento. La fortificazione presenta una cinta muraria a forma elissoidale e un impianto urbano a schema rettangolare, al cui interno sorge la interessante chiesa trecentesca di S. Maria Annunciata, a pianta quadrangolare; piccolo scrigno che conserva dipinti di artisti umbri dal XIV al XVI secolo; nella laterale cappella di Santa Lucia si trova un interessante affresco del futurista perugino Gerardo Dottori, uno dei primi ideatori dell’aeropittura. Nella seconda metà del XIII sec. gli abitanti di Pian del Carpine (oggi Magione) si
ribellarono ai Cavalieri Gerosolimitani, che avevano il controllo di parte del territorio intorno al lago, e si insediarono sulla sommità del colle che si erge dietro l’abitato principale dell’odierno paese. Nel 1261 la rivolta fu sedata dai Gerosolimitani che infersero un duro colpo ai rivoltosi, desiderosi di affrancarsi dalla sudditanza dei Cavalieri. Benché sconfitti, gli abitanti di Pian del Carpine continuarono la loro lotta fino a quando nel 1290, sotto l’egida del Comune di Perugia, fu iniziata l’edificazione del castello di Montecolognola, terminato in breve tempo (1312) grazie all’apporto operativo dell’intera comunità, che ottenne così l’indipendenza tanto desiderata.
La possente cinta muraria lo rese un solido baluardo contro i nemici tanto da divenire l’insediamento principale di quest’area, pronto ad accogliere in caso di necessità gli abitanti di Pian del Carpine. Il castello di Montecolognola, nonostante gli assedi che dovette subire, rimase il centro politico ed amministrativo di riferimento della zona fino alla metà del XVII sec., quando fu sostituito da Magione che riprese il predominio dell’area, decretando un lento ed irreversibile declino del borgo fortificato. Ancor oggi, grazie ad un sapiente intervento di ristrutturazione voluto fortemente dall’attuale amministrazione comunale di Magione, è possibile ammirare l’imponenza dei cinque bastioni perimetrali e delle due porte, una a nord e l’altra a sud; quest’ultima, che costituì l’ingresso principale, era dotata di un ragguardevole ponte levatoio, di cui ancor oggi sono ben visibili gli scassi, e di una seconda porta più arretrata destinata a chiudere eventuali assalitori in uno spazio ristretto nel quale difficilmente avrebbero potuto difendersi.
Locandine e programmi edizioni precedenti:
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