
GIORNATE NAZIONALI DEI CASTELLI 2025
Tornano le Giornate Nazionali dei Castelli:
Tornano le Giornate Nazionali dei Castelli:
la XXVI edizione sabato 10 e domenica 11 maggio 2025 in tutta Italia
Visite guidate, conferenze, trekking culturale e concerti in 38 siti distribuiti in
20 regioni, isole comprese
Weekend da 54 a 800 metri sul livello del mare tra aree marine protette,
riserve e parchi naturali anche di recente istituzione, vallate con fiumi attivi,
panorami mozzafiato da scoprire a piedi, in bici, in moto, in bus, in treno
In Campania il maggio dei castelli con visite guidate e conferenze ogni
weekend in 12 castelli, in otto borghi e piccoli paesi, oltre la città
capoluogo che nel 2025 compie 2500 anni di età
Il grande tesoro nazionale di storia e architettura composto dai castelli, dalle rocche, dalle
torri, fortezze e borghi si svela ad italiani e turisti sabato 10 e domenica 11 maggio 2025
con la XXVI edizione delle Giornate Nazionali dei Castelli.
I volontari della onlus organizzatrice, l’Istituto Italiano Castelli che ha compiuto 60 anni di
attività nel 2024, apriranno le porte di architetture fortificate di proprietà pubblica e privata –
da nord a sud del paese – isole comprese – con visite guidate gratuite, conferenze,
presentazioni di libri e convegni specialistici, trekking culturali alla scoperta, a piedi, di
siti e borghi.
L’evento che ormai ha conquistato appassionati di architettura, restauro, storia e araldica
di tutte le età, è ideato e condotto in collaborazione con associazioni, comuni e altri enti
pubblici al fine di far conoscere e valorizzare questo incredibile patrimonio culturale: l’Italia
vanta, più di altri paesi, un numero consistente di edifici fortificati d’importanza storico-
archeologica. Beni culturali che spesso influenzano positivamente le sorti turistiche del
luogo in cui si trovano da secoli.
‘Sveliamo i 38 siti e gli eventi collaterali che ciascuna sede regionale dell’Istituto Italiano
Castelli ha selezionato dopo attente analisi e dopo la consultazione del nostro archivio
scientifico che racchiude migliaia di architetture fortificate censite e studiate con un
approccio multidisciplinare per il quale siamo noti ai portatori di interesse specifico sia nel
nostro paese che all’estero.’ afferma Michaela Marullo Stagno d’Alcontres, presidente
della onlus italiana ‘Le nostre visite guidate quest’anno racconteranno di comunità di
uomini e interessi, di unicum antro-geografici mondiali dove la presenza dell’uomo si
estende dal Paleolitico (come la valle di Pettorano sul fiume Gizio, alle porte dell’Aquila)
ad oggi.
Narreremo storie di confine con due architetture che si guardano, nell’anno di Capitale
della Cultura Transfrontaliera in Friuli, come il Castello di Gorizia e il castello di
Kromberk mentre in Campania organizziamo il mese dei castelli che consente altri tre
fine settimana con visite ad ulteriori 12 castelli, otto borghi piccoli paesi e alla città
capoluogo che festeggia i 2500 anni di fondazione.’
Le Giornate Nazionali dei Castelli 2025, offrono un intenso approfondimento culturale,
storico e architettonico in un momento di crisi e di sconvolgimenti. Offrono un viaggio di
esplorazione delle tradizioni etnografiche, spesso a piedi, in ciclovia e con altra mobilità
sostenibile.
L’Istituto Italiano Castelli propone ogni anno un diverso viaggio nella memoria e nel futuro,
antico e contemporaneo, raccontando la bellezza come valore condiviso, rigenerante e di
rinascita. Il viaggio racconta anche le generazioni che animano le comunità locali, le
nostre reti di collaborazione ed amicizia che rendono possibili le Giornate.
La visita a fortezze, antiche o moderne, non riecheggia i toni cupi della guerra diventata
attualità quotidiana ma racconta come un elemento territoriale a lungo respingente abbia
trovato una nuova funzione, diventando landmark inclusivo.
I forti oggi sono luoghi aperti e sinonimo di accoglienza e saperi, dove spesso i padroni
di casa sono associazioni ed enti pubblici che li animano tutto l’anno con progetti
educativi e culturali. Queste architetture sono anche sinonimo di eclettismo e
variabilità a seconda delle epoche storiche in cui furono edificate.
In alcuni casi esprimono una cifra turistica considerevole che attrae frequentatori dalle
città vicine, in altri sono al centro di progetti di mobilità sostenibile. Numerose le ciclovie
interessate dai percorsi delle Giornate 2025, come quella del Sole e Del Garda in
Veneto e quella ad anello del Trasimeno in Umbria. Il migliore asset del nostro futuro è
la valorizzazione dei nostro paesaggio’.
Le Giornate Nazionali dei Castelli si affiancano ad altre attività annuali che l’istituto
progetta e finanzia sin dalla sua fondazione come il Premio di Laurea a studenti che si
sono distinti con tesi sulle architetture fortificate in restauro e altre discipline. Agli studenti
delle scuole secondarie sono dedicati incontri di studio e seminari fotografici; agli
appassionati di ricerca scientifica, le collane editoriali ed i numerosi corsi che i volontari
dell’Istituto svolgono nelle 22 sedi situate in 20 regioni italiane.
In Abruzzo, regione ricchissima di torri di avvistamento, l’Istituto Italiano Castelli invita a
riscoprire con una visita guidata sabato 10 maggio 2025 il castello Cantelmo (IX secolo)
restaurato nel 1998 nell’ambito del più vasto programma di restauri ‘Sulmona città d’Arte’
finanziato dalla Legge 64/86. Riedificato dalla Sovrintendenza, domina il colle della
Guardiola all’interno di un borgo fortificato tra i più belli d’Italia, Pettorano sul Gizio. (AQ).
Oggi di proprietà pubblica, è immerso nel circostante parco nazionale.
Il castello di Bernalda (MT), costruito nel IV secolo d.C. domina la valle del Basento in
Basilicata: l'attuale fortificazione risale all'età aragonese e ha inglobato preesistenze
normanne e angioine sorte a loro volta su un sito fortificato già in età tardo antica.
Anche Torre di Mare, una volta nella antica città greca di Metaponto animata da visite
guidate alle due architetture protagoniste sia sabato 10 sia domenica 11 maggio.
Rocca Imperiale è protagonista delle attività previste in Calabria: arroccata su una collina
con le case scenograficamente disposte a cerchi concentrici, è ben conservata ed è
dominata dal suo castello di età federiciana, da poco restaurato.
Sabato 10 maggio visite guidate gratuite senza prenotazione, alle 18 tavola rotonda sul
restauro e valorizzazione dei castelli, in particolare di quello di Rocca Imperiale.
Domenica 11 maggio mattina, riservata solo ai soci dell’Istituto Italiano Castelli onlus, è in
programma un’escursione al Santuario della Madonna delle Armi di Cerchiara di Calabria
mentre il pomeriggio una visita a una masseria fortificata del territorio.
La sezione Calabria dell’Istituto Italiano dei Castelli ha scelto di ritornare a visitare la
fortificazione a distanza di oltre un decennio dalle prime Giornate svoltesi nello stesso
luogo, perché il castello è stato successivamente oggetto di interventi di recupero. Oggi la
visita consente di apprezzare quasi totalmente la volumetria della residenza sei-
settecentesca costruita all’interno delle strutture fortificate, ma soprattutto di
accedere agli ambienti sotterranei, ai vani interni dei torrioni del fronte orientale e al
corridoio che li collega, con la possibilità di visionare il sistema di fuoco incrociato che
poteva essere attuato per la difesa.
L’imponente e complessa fortificazione che si erge al vertice dell’abitato, dominandolo con
la sua mole, è infatti il frutto di molteplici trasformazioni che si sono susseguite nei
secoli.
La Campania partecipa alle Giornate raccontando l’incastellamento irpino con un
itinerario sui castelli della valle del Sabato incentrato sulle architetture fortificate in
provincia di Avellino, in particolare i castelli di San Barbato, Montefusco, Tufo,
Summonte , Mercogliano, Montefredane. Saranno protagonisti con aperture
straordinarie sabato 10 e domenica 11.
Sabato 10 maggio, il castello di Montefredane ospita una tavola rotonda dedicata alla
conoscenza ed alla valorizzazione dei castelli della valle del Sabato con, a seguire, un
concerto per organo nella chiesa madre. Il castello Caracciolo, già nominato nell’anno
Mille, sorge su una rocca che domina la valle: restaurato, possiede una cisterna dell’acqua
e costituisce un punto di vista panoramico straordinario su tutto il territorio circostante.
In questa regione, i volontari dell’Istituto Italiano Castelli Campania, hanno organizzato il
maggio dei castelli con programmi dedicati ogni weekend.
Domenica 4 maggio, un itinerario guidato al bellissimo borgo fortificato di Sant’Agata dei
Goti (BN) che comprenderà anche il castello medievale.
Sabato 17 maggio, visite guidate speciali al castello di origini normanne di Marigliano
(NA) .
Domenica 18 maggio, visite guidate al Castel Sant’Elmo (NA) mentre Agropoli (SA)
ospita una tavola rotonda nell’aula consiliare del Comune a cui segue visita al
suggestivo centro storico fortificato.
Sabato 24 maggio visite guidate al castello ed al borgo di Francolise (CE) e tavola
rotonda.
Sabato 31 maggio visite al grandioso castello di Teggiano (SA), di epoca angioina e
successivamente trasformato dagli Aragonesi. Il borgo era circondato da una cinta
muraria costituita da venti torri cilindriche, di cui alcune oggi sopravvivono inglobate in
moderne costruzioni.
La Rocca di Meldola (FC), è protagonista delle Giornate Nazionali dei Castelli in Emilia
Romagna. Dalla datazione incerta tra il X e il XII secolo, acquistata dal Comune nel
1995, si erige sul borgo di Meldola (a.1000). Le Giornate saranno occasione per
visitare ambienti appena restaurati e non ancora aperti al pubblico stabilmente.
In programma una tavola rotonda sabato 10 maggio, al termine un aperitivo sulla
terrazza della Rocca.
Visite guidate ogni ora domenica 11 maggio dalle 9.30 alle 18.30, le ammissioni sono
in ordine di arrivo.
Molto ricco il territorio forlivese per ulteriori itinerari di visita in autonomia. Meldola
costituisce la porta per l’esplorazione della valle Bidente con borghi come Cusercoli,
Civitella di Romagna, Santa Sofia, Galeata, fra ruderi di castelli, monasteri e splendidi
paesaggi appenninici, fino ad arrivare alla diga e al lago di Ridracoli e al parco delle
Foreste Casentinesi. Raccomandati, in particolare la rocca e borgo fortificato di Teodorano
(a. 1000) sulla valle del Voltre, la torre ed il rudere del castello del Borgo di Castelnuovo,
la Riserva regionale di Bosco di Scardavilla (1991) di circa 30 ettari.
Il Friuli Venezia Giulia celebra l'importante nomina di Gorizia-Nova Gorica quale
Capitale Europea della Cultura transfrontaliera.
L’Istituto Italiano Castelli Friuli Venezia Giulia condurrà gli appassionati e i visitatori alla
scoperta del Castello di Gorizia (XI secolo). Dal colle fortificato la vista spazia da un lato
sulla città di Gorizia e dall'altro, in Slovenia, sul monastero di Castagnevizza (luogo di
sepoltura di sei esponenti della famiglia Borbone di Francia) e Villa Lasciac.
Un’ulteriore tappa di questo percorso "su due confini" è il castello di Kromberk, a pochi
chilometri da Nova Gorica (XIII secolo), oggi sede museale.
Lo splendido castello di Fumone (FR) è aperto alle visite guidate organizzate dall’Istituto
Italiano Castelli Lazio sabato 10 maggio.
Il maniero, ottimamente conservato e di proprietà privata, appartiene ancora alla
famiglia Longhi de Paolis che lo riscattò dalla prima proprietà (pontificia). Situato a 800
metri su un’altura che domina la via Latina, è il castello situato a maggiore altitudine
sul livello del mare aperto alle visite in occasione delle Giornate 2025.
In Liguria, visite guidate a piedi a Finale Alta e Bassa, sabato 10 maggio intera
giornata.
In Lombardia, protagonista il castello di Breno (XI-XVI secolo) e la Valcamonica: oltre a
visite guidate al castello, al rifugio antiaereo e alla sede del Museo Camuno, sono
previsti un convegno sulle fortificazioni della Valcamonica e, a seguire, attività
ludiche con gli arcieri rivolte ai giovani ed ai ragazzi, un concerto di ottoni e un
aperitivo a castello in collaborazione con il Comune proprietario del bene che lo ha reso
visitabile e che ne ha fatto un luogo di grande attrazione per l’intera valle.
Dopo un lungo periodo di utilizzo inappropriato e di disinteresse, il castello è stato oggetto,
a partire dal 1989, di scavi archeologici (dei quali alcuni materiali sono conservati al
Museo Camuno) e, in seguito, di interventi di consolidamento e di restauro murario.
Nelle Marche sabato 10 maggio visita ad alcuni dei sedici forti anconetani – tra cui il
Faro del Campo degli Ebrei, situato nel più grande cimitero ebraico europeo; il forte
Altavilla, il forte Pezzotti, di proprietà privata, e la ‘Cittadella’ o Fortezza di Ancona.
Domenica 11 maggio un convegno di studio sui forti è ospitato nella Mole Vanvitelliana.
In Molise aperto alle visite sabato 10 maggio il castello di San Martino in Pensilis
(CB) , palazzo baronale dalla lunga storia sito in un luogo di forte fascino naturalistico e di
millenarie tradizioni etnografiche come la celebre Corsa dei carri, che saranno anche
discusse in un convegno aperto al pubblico nella stessa data.
In Piemonte le Giornate celebrano Mombasiglio (XII secolo) sabato 10 maggio, piccolo
borgo sito in un luogo di grande pregio paesaggistico che conta poco più di 500 anime in
provincia di Cuneo, le cui fortificazioni facevano parte del marchesato di Ceva: il castello è
attualmente sede del Museo Generale Bonaparte.
Adelfia (in provincia di Bari) è protagonista delle Giornate in Puglia dove si apre
eccezionalmente alle visite guidate il palazzo marchesale dei Bianchi Dottula (XIV
secolo, proprietà privata) con i suoi saloni affrescati: il sito è normalmente chiuso al
pubblico.
Fortezza vecchia (XVI secolo) all’estremo sud della costa di Villasimius (CA) è
protagonista insieme alla Torre di Serpentara sabato 10 maggio con visite guidate
gratuite in Sardegna, in una cornice paesaggistica che non ha eguali dove convivono
spiagge bianche e dorate, forti e torri costiere, il più grande porto turistico della costa sud,
l’area marina protetta di Punta Carbonara.
Fortezza Vecchia, ottimamente conservata, è proprietà del Ministero della Cultura. Ospita
una collezione del Comune di Villasimius: dipinti, mappe e documenti storici, la mostra
permanente Enemigos de la fè, che ripercorre la storia delle incursioni piratesche
sulle coste sarde tra il XVI e il XIX secolo e fornisce un approfondimento sulle fortificazioni
costiere dell’epoca.
L’Isola di Serpentara, un lembo di terra disabitato di 1,34 km² sviluppato nel 2019, si
trova all’interno dell’area marina di Punta Carbonara. La Torre di Serpentata, a 54 metri
sul livello del mare che è il più alto dell’Isola, è una struttura di avvistamento eretta
durante la dominazione spagnola per contrastare le incursioni saracene alta 13 metri,
provvista di cisterna d’acqua piovana.
Il castello Normanno – Svevo di Salemi e il castello medievale Grifeo di Partanna (XIV
secolo) nella valle del Belice sono protagonisti delle Giornate nell’altra isola italiana, la
Sicilia.
Il primo, un castello normanno svevo, nel cuore della Val di Mazara, sabato 10 maggio
sarà oggetto di visite guidate gratuite organizzate dall’ Istituto Italiano Castelli Sicilia e si
erge sulla sommità della collina su cui sorge la città di Salemi, di origine arabo-medievale,
caratterizzata da un particolare impianto urbanistico per strigas (isolati) di età ellenistica,
su assi viari longitudinali.
Dal vastissimo panorama mozzafiato, che si gode dal punto più alto del paese: la terrazza
del castello, lo sguardo spazia dalla valle del Belìce, alla costa occidentale della Sicilia e
fino al mare, in un alternarsi di colori cangianti al cambiare della luce e delle stagioni.
Il secondo, perfettamente restaurato e non danneggiato dal disastroso terremoto del 1968
è oggi sede del Museo Regionale di Preistoria del Belice e sarà oggetto di visite guidate
gratuite domenica 11 maggio.
Il museo è suddiviso in quattro sezioni che raccontano la storia del Belìce dalla preistoria
fino all’età moderna, le vicende del castello tra Otto e Novecento e il rapporto millenario tra
la Sicilia e il vino.
Partanna (XI secolo) conserva il più bel monumento del barocco trapanese, la Chiesa
Madre. Molte le eccellenze del territorio: tradizioni popolari, bellezza dei paesaggi rurali
costellati da oliveti, vigneti, profumati agrumeti, la tipicità e la genuinità della Cipudda
Partannisa, una cipolla rossa molto dolce e delicata che cresce solo nel bacino di
Partanna o come la cultivar di olivo Nocellara del Belìce da cui si produce un olio dal
profumo e dal gusto ineguagliabili, senza dimenticare la Vastedda, un formaggio a forma
di pagnotta, ricavato dal latte della pecora del Belìce.
Visitare questi antichi luoghi significa dare slancio vitale a borghi altrimenti destinati alla
depressione e all’impoverimento.
Per i soli soci dell’Istituto Italiano Castelli, venerdì 9 maggio sera è in programma una
passeggiata al Parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, il più
vasto sito archeologico mediterraneo con i suoi 270 ettari. Da menzionare anche
l’ArcheoBike. Selinunte è il primo parco archeologico siciliano a scommettere sul
cicloturismo, costruendo percorsi specifici adatti agli amanti delle due ruote che potranno
girare in bici tra i templi con mappe in dotazione, audioguide multilingue e noleggio bici.
Sabato 10 maggio un evento collaterale (aperto a tutti) al programma delle Giornate, la
visita guidata gratuita alla città di Gibellina Nuova: Capitale italiana dell’Arte
Contemporanea 2026, è stata costruita ex novo undici chilometri dai ruderi del vecchio
paese distrutto dal terremoto che nel 1968 distrusse anche la maggior parte dei comuni
della Valle del Belìce, in provincia di Trapani. Il Grande Cretto di Alberto Burri (1915 –
1995) con i suoi 86000 km ha presto il posto del vecchio paese ed è l’opera memoriale
di land art più grande d’Europa.
Il restaurato Baglio Di Stefano, esempio delle tipiche masserie che costellano le
campagne trapanesi, ospita sia l’Istituto di Alta Cultura Orestiadi Onlus che organizza il
noto festival da luglio a settembre sia il Museo delle Trame Mediterranee (1996) sulla
storia culturale del Mediterraneo e della Tunisia in particolare. Il Granaio ospita la
collezione d’arte contemporanea degli artisti che hanno contributo al progetto di
ricostruzione della città.
In Toscana protagonista la Firenze medievale sabato 10 maggio con un tour a piedi alle
torri di famiglia e di borgo.
Castel Sajori ad Ala di Trento è protagonista delle Giornate Nazionali dei Castelli in
Trentino Alto Adige e rappresenta un utile esempio di comproprietà tra il locale
comune e soggetti privati.
Sabato 10 maggio mattina è previsto un convegno pubblico sul sistema dei castelli
dei Quattro Vicariati ed il pomeriggio la visita guidata a questi siti con un trekking
culturale di circa due ore per il quale si consiglia abbigliamento da montagna.
In Umbria i volontari dell’Istituto Italiano Castelli invitano alla riscoperta di Castiglione del
Lago (PG) straordinario borgo fortificato che sorge sul promontorio occidentale del
Trasimeno i cui primi insediamenti abitativi furono stabiliti dagli Etruschi.
L’Istituto Italiano Castelli Umbria consiglia di visitare Castiglione ogni stagione in
primavera la Festa del Tulipano, in estate il festival di musica classica a Palazzo della
Corgnia, la rassegna Internazionale del Folklore (e l’8 agosto la processione di San
Domenico di Guzman organizzata dalla Confraternita di San Domenico da Soriano e del
Suffragio e della frusta o di San Michele Arcangelo). A Natale l’Albero di Luci sul lago
Trasimeno, che ancora detiene il primato del più grande albero di Natale d’Europa.
L’Istituto Italiano Castelli Veneto invita, sabato 10 e domenica 11 maggio alla visita di
forti di diverse datazioni, sito principale il forte Rivoli – Wohlgemuth nell’omonima città in
provincia di Verona, costruito a metà Ottocento.
Fino agli anni ‘80, il forte è stato utilizzato dall’esercito italiano come polveriera. Oggi, la
struttura di proprietà del Comune di Rivoli Veronese è gestita da un’associazione di
volontari che ne garantisce la conservazione e la visita.
La presenza “diffusa” nel territorio di fortificazioni, realizzate tra l’800 ed il ‘900, costituisce
uno degli elementi identitari del sistema storico-culturale del territorio, insieme al
patrimonio storico, religioso, architettonico che contraddistingue il paesaggio della Valle
dell’Adige. La valorizzazione di questo territorio è fortemente intrecciata con il suo
sistema produttivo e agricolo e le sue eccellenze eno-gastronomiche che attraggono
turismo sostenibile e lento.
Il sito della onlus Istituto Italiano Castelli ( https://www.istitutoitalianocastelli.it ) contiene
ulteriori sezioni informative oltre che l’agenda degli altri eventi e viaggi organizzati durante
l’anno. E’ anche il portale di accesso ai siti o alle pagine social di tutte le sedi regionali le
quali a loro volta hanno una sezione dedicata agli eventi mensili, alle architetture locali
studiate, con cenni sulla storia e gli stili costruttivi, gli assetti proprietari e lo stato di
fruibilità.
Si accresce giorno dopo giorno l’enciclopedia online open source e georeferenziata, l’
Atlante Castellano: il progetto, promosso e coordinato dal Consiglio Scientifico
dell’Istituto Italiano dei Castelli in linea con uno dei propri scopi statutari, è un work in
progress unico in Italia. E’ il primo censimento il più completo possibile di tutte le
fortificazioni del territorio italiano – conservate, allo stato di rudere o anche solo
documentate – dall’Antichità a metà Novecento.
#giornatenazionalideicastelli
Elenco tutte le visite guidate con indirizzi per la prenotazione
Abruzzo
sabato 10 maggio 2025
Castel Cantelmo – Pettorano Sul Gizio (AQ)
Visite guidate su prenotazione a pagamento
Email: abruzzo@istitutoitalianocastelli.it
Riserva Naturale Regionale Monte Genzana Alto Gizio., tel 0864.487006
info@riservagenzana.it
Società cooperativa Valleluna tel+39 388 099 2468
info@valleluna.it
Maps: https://maps.app.goo.gl/umomJp8FSXwdWyQB7
Basilicata
sabato 10 e domenica 11 maggio 2025
Castello di Bernalda (MT) e Castello di Torre di Mare a Metaponto (MT)
Visite guidate gratuite con prenotazione
Email: basilicata@istitutoitalianocastelli.it
Maps
https://maps.app.goo.gl/dYJrFkTvTiKd4JnR9
https://maps.app.goo.gl/h8KamQUBj2wP3JD89
Scarica il programma completo:
CASTELLO di SAN SAVINO
La fortezza di San Savino sorge su un modesto rilievo in uno degli angoli più suggestivi e strategici della costa sud-orientale del lago Trasimeno; popolata fin dalla media età del bronzo, quest’area risulta essere uno degli insediamenti più antichi del Magionese. Dal rinvenimento di numerosi reperti risalenti all’alto Medioevo, si evince l’esistenza nell’area di un “pagus” e di una pieve situata ai piedi del colle, dedicata a San Savino; tuttavia è solo agli albori del XII sec. che il nome del castello appare nei documenti ufficiali. Sorto come borgo fortificato, Cirignano, questo fu il primo nome del nucleo abitato, vista la sua rilevante posizione strategico-militare a difesa della costa orientale del lago Trasimeno, fu più volte rafforzato con interventi conservativi voluti dal Comune di Perugia che vedeva nel luogo un valido baluardo contro le scorrerie degli eserciti nemici. La fortezza dal III sec. d.C. al XII attraversò periodi irti di difficoltà alternati a rinascite necessarie per continuare a svolgere la sua funzione di presidio a guardia dell’importante rete viaria che conduceva alla vicina Toscana. Coinvolto in guerre locali e passaggi distruttivi di eserciti a cominciare dal XIII sec., il castello gradualmente cadde in rovina; il borgo perse d’importanza e si verificò una significativa emigrazione dei suoi abitanti. Nel XVI sec., in una fase di ripresa socio-economica e demografica, fu edificata, addossata alle mura, la chiesa-oratorio di Santa Maria Maddalena che ben presto in concorrenza con la pieve di San Savino, preferita dalla popolazione, divenne la chiesa di riferimento del castello, tanto che nel 1747 il Vescovo di Perugia la elevò a sede parrocchiale. Fu così che il toponimo Cirignano cadde in disuso e fu sostituito da San Savino; anche la pieve, trascurata e abbandonata, cadde in rovina e scivolò lentamente nell’oblio. Il castello presenta una pianta urbana a fuso con sviluppo lineare, frequente in epoca medievale in corrispondenza di pievi o luoghi di transito; sul lato di ponente della cinta muraria si apre un’unica porta ad arco ogivale che immette in una piazza quadrangolare nella quale sorgono un pozzo-cisterna e un imponente mastio a sezione triangolare. Per la sua collocazione geografica l’abitato di San Savino ha sempre svolto un ruolo strategico anche nell’economia dell’area lacustre imperniata sulla pesca, tanto che nel 1422 entrò in funzione l’emissario braccesco per regimentare le acque del lago e nel 1566 Papa Paolo V ordinò la costruzione ed il mantenimento di un porticciolo ai piedi del colle ad uso esclusivo degli abitanti del borgo. Di tale porto oggi non vi è più traccia, ma al suo posto si svolge un’intensa lavorazione della canna palustre; a confine, nel 1996, è stata creata l’oasi naturalistica “La Valle”, rifugio di diverse specie di uccelli stanziali e di passo, punta di diamante del “Parco Regionale del Lago Trasimeno”. Oggi il Comune di Magione, molto attivo nel porre una particolare attenzione ai beni architettonici presenti nella zona, sta procedendo ad un’opera di recupero e di futuro utilizzo del mastio come inizio per una prossima valorizzazione dell’intero castello.
L’esercitazione didattica ha riguardato il rilievo architettonico condotto con tecniche integrate (dal rilievo architettonico diretto alle applicazioni avanzate della fotogrammetria digitale) di una selezione di architetture fortificate accomunate dall’appartenenza al territorio del lago Trasimeno. La metodologia impiegata ha spaziato dalla ricerca storica alla ricognizione delle attività conoscitive passate, che sono state messe a sistema in una campagna di rilievo finalizzata al più ampio obiettivo della diffusione della conoscenza del patrimonio architettonico umbro. La conoscenza delle architetture fortificate del lago Trasimeno resa disponibile attraverso lo sguardo privilegiato offerto dal disegno, oltre a costituire una base per ulteriori studi e approfondimenti, rappresenta una preziosa opportunità di riscoperta, acquisizione di consapevolezza, appropriazione e valorizzazione culturale del patrimonio architettonico dell’identità dei luoghi.

Sabato 24 settembre 2022
Visite guidate al Castello di Spilimbergo, al Duomo e al borgo con l’accompagnamento degli Accoglitori di Città del
Comune di Spilimbergo ed il contributo dei membri del Consiglio della sezione Friuli Venezia Giulia dell’Istituto
Italiano dei Castelli Onlus e di esperti nel campo del restauro, storia e storia dell’arte.
Prenotazione obbligatoria inviando un’e-mail a friuliveneziagiulia@istitutoitalianocastelli.it
Mattino: ore 10:30
Primo turno di visita con ritrovo presso il cortile del Castello, Piazza Castello.
Visita al Castello (Palazzo Tadea, vecchie carceri, ex Palazzo Ciriani sede della Fondazione Furlan con il fregio di
Giovanni da Udine). Visita al Duomo di Spilimbergo e al cantiere, ormai quasi concluso, degli affreschi e
passeggiata nel borgo.
Pomeriggio: ore 15:00
Secondo turno di visita con ritrovo presso il cortile del Castello, Piazza Castello
Informazioni inerenti al sito:
1) Nome del sito: Castello di Spilimbergo (PN)
2) Epoca di costruzione: sec. XI (tracce); anno 1122 primo documento
3) Proprietà: pubblica e privata
4) Giorno di apertura durante le Giornate: 24 settembre 2022
5) Orari: 10:30 – 13:00; 15:00 – 17:30
6) Visite guidate: sì
7) Prenotazione: sì (gruppi di max. 15 persone a visita per gli interni dell’ex Palazzo Ciriani sede della Fondazione
Furlan con il fregio di Giovanni da Udine) Visita al Duomo di Spilimbergo e al cantiere, ormai quasi concluso, degli
affreschi e passeggiata nel borgo.
8) Pagamento: no (la visita all’ex Palazzo Ciriani sede della Fondazione Furlan con il fregio di Giovanni da Udine
viene offerta ai partecipanti dalla sezione Friuli Venezia Giulia dell’Istituto Italiano dei Castelli).
9) Testo di descrizione storico-architettonica:
Sondaggi archeologici effettuati negli anni Novanta hanno riportato alla luce tracce riferibili all’XI secolo (resti di
una palizzata di legno) che fanno supporre l’esistenza di una struttura fortificata già in epoca precedente. La
fondazione del castello di Spilimbergo potrebbe risalire proprio a questo periodo. Intorno al castello si sviluppò
molto presto il borgo più antico.
Nel 1122 viene redatto il primo manoscritto in cui è citato il borgo; con tale documento il duca Enrico II di Carinzia
disponeva dei suoi beni a favore di Ottocaro di Stiria.
La famiglia antica degli Spilimbergo (Spengenberg) infeudata del castello era, come molte altre nel Friuli, di
origine tedesca. L’intera struttura fortificata sorge su un pianoro rivolto al fiume Tagliamento, uno dei pochi se
non l’unico corso d’acqua europea ancora con l’alveo non intaccato da sponde artificiali, bacini e dighe.
La costruzione occupò lo spazio disponibile con una forma circolare e con un cortile interno, protetta da un
fossato che si poteva oltrepassare solo con un ponte levatoio. Le strutture giunte sino a noi sono l’esito di vari interventi di ammodernamento e ingentilimento dell’antico maniero per renderlo, come era d’uso in epoca
moderna, più confacente alla vita agiata. Elemento d’interesse è la facciata dipinta del palazzo quattrocentesco
con belle trifore gotiche e rinascimentali e con affreschi attribuiti al Bellunello, databili tra il 1480 e il 1490.
Nel 1313 è noto che il castello fu ampliato e restaurato per mano di Giovanni da Spilimbergo. Nel 1411 il
complesso fu distrutto e nel 1511 subì un incendio per mano dei popolani. A seguito di tale incendio l’ala sud non
venne più ricostruita. Nel 1566 il castello subì ulteriori modifiche, mentre nel 1865 venne demolita la torre sul
ponte, ampliato l’ingresso ed effettuati altri cambiamenti che portarono all’attuale configurazione.
Palazzo Tadea è la prima porzione del castello, rivolta a nord, che si incontra entrando nella corte: distrutta
dall’incendio causato dalla rivolta del 1511, tale porzione fu ricostruita in stile rinascimentale nel 1566 per opera
di Tadea, moglie di Bernardino di Spilimbergo. Presenta al suo interno un ampio salone decorato con stucchi
seicenteschi. Oggi il palazzo appartiene al Comune.
Proseguendo si vede il Palazzo ex Ciriani, oggi Furlan. Al suo interno si trova un fregio di 11 metri di lunghezza e
tre medaglioni in stucco realizzati dallo stuccatore e architetto Giovanni da Udine, collaboratore di Raffaello. Oggi
il palazzo è di proprietà privata.
Palazzo Troilo (ala est) fu edificato da messer Troilo sempre a seguito all’incendio del 1511. Nel 1544 fu affrescato
da Marco Tiussi con pitture che ben presto si rovinarono. Nel 1864 il palazzo venne affidato al Comune e fino al
1968 fu utilizzato come carcere.
Il Palazzo più importante e di maggior effetto scenico è sicuramente il Palazzo Dipinto, ricostruito alla fine del
Trecento. Questo palazzo fu l’unico che scampò alla distruzione provocata dai rivoluzionari del XVI secolo. Fu
abitato da Irene di Spilimbergo e ospitò Carlo V nel 1532, Bona Sforza regina di Polonia nel 1556 e Enrico III di
Francia nel 1574. La grande superficie dipinta con scene varie è affrescata con motivi innovativi come cavalli
impennati, dame e paggi. Inserite nella facciata vi sono due trifore, una gotica e l’altra più tarda (1582).
A ovest, infine, vi è una serie di edifici di proprietà privata che chiudono l’anello, permettendo di giungere
nuovamente alla torre.
Sulla piazza esterna del castello si affaccia il Duomo di Spilimbergo, iniziato nel 1284. Fu innalzato a ridosso
dell’antica cinta muraria, di cui inglobò una torre, trasformata poi in campanile. L’edificio di culto si arricchì nel
corso dei secoli di diversi capolavori, alcuni ancora conservati al suo interno. Tra questi i veri gioielli sono gli
affreschi delle absidi, tutti del Trecento. Il ciclo di affreschi, dei quali sono ben leggibili solo quelli della fascia
inferiore, coperta per secoli dagli stalli del coro ligneo di Marco Cozzi (1477), risulta strettamente dipendente da
quello di Vitale da Bologna del Duomo di Udine, di cui ripete i soggetti delle scene. L’intero edificio venne
completato nel 1420, anno di annessione di buona parte dei territori friulani all’interno dei domini della
Serenissima.
Il leone di San Marco è raffigurato sugli affreschi della facciata esterna di Porta Nuova, che è documentata dal
1399, e sulle facciate di Palazzo di Sopra, risalente agli inizi del 1300 e attuale sede municipale.
Da Palazzo di Sopra, situato in Borgo Valbruna poco distante dal Duomo, si apre la vista sul castello, sulla piccola
Chiesa dell’Ancona, sul fiume Tagliamento e sulle Prealpi Carniche.
La visita al Duomo sarà guidata dal restauratore che si sta occupando dell’intervento di restauro degli affreschi
dell’abside.
10) Eventuali altri Enti con cui sono realizzate le Giornate a livello LOCALE: Comune di Spilimbergo, Fondazione
Furlan, Parrocchia di Santa Maria Maggiore (Stefano Tracanelli restauratore degli affreschi del Duomo)
11) Numero telefonico per eventuali informazioni: arch. Daniela Omenetto 3407773927 (cellulare e whatsapp)
12) E-mail per eventuali informazioni: friuliveneziagiulia@istitutoitalianocastelli.it
13) Sito internet: https://www.istitutoitalianocastelli.it
14) Pagina social per informazioni: https://www.facebook.com/Istituto-Italiano-dei-Castelli-Sezione-Friuli-
Venezia-Giulia-651904408178643
15) Indirizzo e-mail prenotazione visite guidate: friuliveneziagiulia@istitutoitalianocastelli.it
CASTELLO DI CEPPALONI
SABATO 17 SETTEMBRE 2022
ORE 10 – TAVOLA ROTONDA PRESSO IL CASTELLO DI CEPPALONI – SALA CONFERENZE – Il castello di Ceppaloni: per una rete dei siti di interesse turistico e culturale del Sannio beneventano
saluti
- Ettore Carmelo De Blasio – sindaco di Ceppaloni
- Fabio Pignatelli della Leonessa – Presidente Nazionale Istituto Italiano dei Castelli
Interventi:
- Arch. Luigi Maglio: “l’Istituto Italiano dei castelli in Campania: attività in corso e progetti futuri”
- Dott. Elio Mendillo: “il Marketing dei Beni Culturali applicato al patrimonio castellano”
- Arch. Francesco Bove: “il castello di Ceppaloni ed i castelli del Sannio beneventano: un bilancio”
- Arch. Linda Petrella : “ Studi e riflessioni per la valorizzazione del castello, del borgo e del paesaggio, tra conservazione ed accessibilità“
Modera: dott. Rino Genovese (RAI 3 Regione)
VISITE GUIDATE: ore 16 – 18 – in collaborazione con la Pro Loco
Per l’occasione gli ambienti del Castello ospiteranno mostre d’arte, di fotografia ed esposizione di mobili antichi. Mentre, per gli appassionati del cibo a KM 0, all’interno del Castello saranno predisposti punti gastronomici con piatti a base di tartufo, salumi, olio evo ecc…
DOMENICA 18 SETTEMBRE
VISITE GUIDATE ore 10 – 13 e 16 – 18
Info e prenotazioni: 3792039421
NAPOLI – CASTEL DELL’OVO
Giovedi’ 22 settembre
Castel dell’ovo tra storia e mito – in collaborazione con il segretariato generale mIc Campania e l’universita’ Federico II
Castel dell’Ovo – Sala Croce, 22 settembre 2022
ore 10.30
Introducono Luigi Maglio (Vicepresidente IIC – Campania) e Salvatore Buonomo (segretario regionale MiC)
Interventi:
- Prof. Leonardo Di Mauro (Presidente IIC – Campania): la fondazione di Partenope nel suo aspetto urbanistico e cartografico
- Prof.ssa Antonietta Iacono (Università Federico II): il mito di Partenope e Virgilio nella poesia di Giovanni Pontano
- Dott.ssa Jessica Ottobre (Università Federico II): La leggenda dell’uovo di Virgilio in Castel dell’Ovo
- Dott. Antonino Tranchina (MPI Bibliotheca Hertziana, Università di Udine):
: i monaci e il mare prima del Castello
- Dott.ssa Maria Rosaria Nappi: aspetti iconografici del Castel dell’Ovo
Modera: Dott.ssa Francesca Amirante
A seguire inaugurazione della camera segreta con l’uovo di Virgilio nella sede dell’Istituto Italiano dei Castelli
Info e prenotazioni: castellicampania @virgilio.it – castellicampania@virgilio.it
tel. 333 6853918
CASTELLO DI MONTEFORTE IRPINO
SABATO 24 SETTEMBRE
VISITE GUIDATE in collaborazione con l’amministrazione comunale
ore 10 – 13 e 16 – 18
Info e prenotazioni: Arch. Carmine Tomeo tel. 338 4713156
CASTELLO DI PIMONTE
24 SETTEMBRE
VISITE GUIDATE ore 10 – 13 e 16 – 18
Info e prenotazioni: dott. Leo Donnarumma 392 720 4031
VAIRANO PATENORA
SABATO 1 OTTOBRE
Ore 10,30 -TAVOLA ROTONDA PRESSO LA CHIESA DELLA MADONNA DEL LORETOPIAZZA CASTELLO – Salvaguardia e valorizzazione dei beni sul territorio
saluti
Stanislao Supino – Sindaco di Vairano Patenora
Prof. Leonardo Di Mauro – Presidente IIC – Campania
Interventi:
Prof. Arch. Rosa Carafa – Consiglio scientifico dell’IIC: Vairano e le fortificazioni del territorio a controllo della viabilità di ingresso del Regno
Prof. Arch. Marina D’Aprile – Università degli studi Luigi Vanvitelli: Conoscenza, Conservazione e Valorizzazione: tre indissolubili fattori per il rilancio del patrimonio fortificato
Arch. Luigi Maglio – Vicepresidente IIC – Campania: Caratteri difensivi dei castelli in Terra di Lavoro
Modera la dott.ssa Norma Zoglio
DOMENICA 2 OTTOBRE
VISITE GUIDATE ore 10 – 13 e 16 – 18 in collaborazione con la Pro Loco
Info e prenotazioni: dott.ssa Norma Zoglio tel. 366 8179280
TORELLA DEI LOMBARDI
SABATO 1 e DOMENICA 2 OTTOBRE
VISITE GUIDATE ore 10 – 13 e 16 – 18 n collaborazione con la Pro Loco
Info e prenotazioni: dott.ssa Denise Fiorillo 329 3858680
CASTELLO E BORGO DI GUARDIA SANFRAMONDI
SABATO 1 E DOMENICA 2 OTTOBRE
VISITE GUIDATE ore 10 – 13 e 15 – 19,30 a cura dell’amministrazione comunale
Info e prenotazioni: comuneguardiasanframondi@gmail.com -Telefono: 0824/817444 – Ufficio di Segreteria
CASTELLO DI AGROPOLI
SABATO 1 OTTOBRE
Visite guidate
1 ottobre: ore 10,00 e 12,00; ore 17,00 e 19,00.
A cura dei dottori
Antonio Capano (archeologo e saggista)
Pasquale Fernando Giuliani Mazzei (storico)
Nicola Perillo (Pro Loco “Sviluppo Agropoli”)
Info e prenotazioni: dott. Antonio Capano tel. 339 8605936
DOMENICA 2 OTTOBRE
ORE 10,30
Tavola rotonda Castello di Agropoli – (“Sala dei Francesi”)
“Dagli assalti turchi dei secoli XVI-XVII agli ultimi restauri”
Saluti
Dr. Roberto Antonio Mutalipassi
(Sindaco di Agropoli)
Dr. Francesco Crispino
(Consigliere delegato alla Cultura)
Interventi:
Prof. Arch. Giuseppe Pignatelli
Direzione Istituto Italiano dei Castelli – Sez. Campania
Università “Luigi Vanvitelli”, Caserta
Dr. Antonio Capano
Istituto Italiano dei Castelli
“Gli assalti turchi dei secoli XVI-XVII ”
Arch. Luciano Cupelloni
Il Progetto di restauro del “Palazzo Sanfelice”
Referenti per i contatti
Dr. Antonio Capano : 3398605936
Dr. Nicola Perillo: 3394657867
Visite guidate: ore 10,00, 17, 00 e 19,00.
Giovedi’ 22 settembre
Castel dell’Ovo tra storia e mito – in collaborazione con il segretariato generale mIc Campania e l’universita’ Federico II
Castel dell’Ovo – Sala Croce, 22 settembre 2022
ore 10.30
Introducono Luigi Maglio (Vicepresidente IIC – Campania) e Salvatore Buonomo (segretario regionale MiC)
Interventi:
- Prof. Leonardo Di Mauro (Presidente IIC – Campania): la fondazione di Partenope nel suo aspetto urbanistico e cartografico
- Prof.ssa Antonietta Iacono (Università Federico II): il mito di Partenope e Virgilio nella poesia di Giovanni Pontano
- Dott.ssa Jessica Ottobre (Università Federico II): La leggenda dell’uovo di Virgilio in Castel dell’Ovo
- Dott. Antonino Tranchina (MPI Bibliotheca Hertziana, Università di Udine):
: i monaci e il mare prima del Castello
- Dott.ssa Maria Rosaria Nappi: aspetti iconografici del Castel dell’Ovo
Modera: Dott.ssa Francesca Amirante
A seguire inaugurazione della camera segreta con l’uovo di Virgilio nella sede dell’Istituto Italiano dei Castelli
Info e prenotazioni: castellicampania @virgilio.it – castellicampania@virgilio.it
tel. 333 6853918
Locandine e programmi edizioni precedenti:
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